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Stretto di Hormuz, gli Usa avviano il blocco dei porti iraniani e Trump valuta nuovi attacchi

Focus America April 13, 2026
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Gli Stati Uniti hanno avviato il blocco navale di tutti i porti iraniani nel Golfo Persico e nel Golfo di Oman. L'operazione, annunciata dal Comando Centrale americano (CENTCOM), è scattata il 13 aprile e colpisce le navi di qualsiasi nazionalità in entrata e in uscita dalle zone costiere dell'Iran. Le imbarcazioni non iraniane e non dirette verso porti iraniani possono, invece, continuare a transitare nello Stretto di Hormuz.

La decisione arriva dopo il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, l'11 aprile. Le due delegazioni hanno negoziato per 21 ore senza raggiungere un accordo. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha precisato che i negoziati si sono concentrati sullo Stretto di Hormuz, sul programma nucleare, sulle riparazioni di guerra e sulla revoca delle sanzioni. L'Iran ha attribuito il fallimento al rifiuto americano di ridimensionare le proprie richieste. Il braccio di ferro sullo stretto si trascina dall'8 aprile, quando Trump ha annunciato un cessate il fuoco di due settimane a condizione che Teheran riaprisse la rotta marittima. L'Iran ha rifiutato e a Islamabad la delegazione iraniana ha ribadito che lo Stretto resterà chiuso fino a un accordo complessivo per porre fine alla guerra.

Crisi nel Golfo Persico

Blocco navale Usa: l'assedio all'Iran e la corsa agli armamenti nel Golfo

Porti chiusi, negoziati falliti e arsenali svuotati — 13 aprile 2026

Blocco Nucleare Difese Cronologia

Il blocco in numeri

Golfo Persico

  • Golfo di Oman

Aree sotto blocco navale Usa

Tutti i porti iraniani sono bloccati. Solo le navi non iraniane e non dirette verso l'Iran possono ancora transitare nello Stretto di Hormuz.

21 ore

Durata dei colloqui falliti a Islamabad

Negoziati tenuti l'11 aprile su Hormuz, nucleare, riparazioni di guerra e revoca delle sanzioni. Nessun accordo raggiunto.

~20%

del greggio mondiale transitava da Hormuz

Lo Stretto resta chiuso a causa degli attacchi iraniani. L'Iran rifiuta di riaprirlo senza un accordo complessivo per porre fine alla guerra.

5 sett.

di guerra Usa-Israele contro l'Iran

Cinque settimane di bombardamenti hanno distrutto laboratori, centri di ricerca e impianti di arricchimento dell'uranio. Gli arsenali di difesa aerea regionali sono stati svuotati.

Temi sul tavolo a Islamabad

Stretto di Hormuz Programma nucleare Riparazioni di guerra Revoca sanzioni

Arsenale nucleare iraniano

~450 kg

Uranio arricchito al 60%

Vicino al grado bellico. Metà sepolto in un tunnel sotto il complesso nucleare di Isfahan. L'AIEA conferma che il materiale non è stato spostato da giugno 2025.

60%

Livello di arricchimento

A febbraio l'Iran aveva offerto di diluire dal 60% al 20%, allungando di qualche settimana i tempi per raggiungere il grado bellico. Ora le richieste iraniane potrebbero diventare più alte.

Siti e capacità sopravvissute

Isfahan — tunnel sotterraneo

Sito mai ispezionato. Contiene circa metà dell'uranio arricchito al 60%. Sepolto sotto un tunnel del complesso nucleare.

Montagna del Piccone — Natanz

Complesso di tunnel fortificati fuori dalla portata delle armi più potenti degli americani. Ospita centrifughe potenzialmente ancora operative.

Fordow e Natanz — già colpiti

Colpiti da bombe penetranti Usa nella guerra dei 12 giorni (giugno 2025). Laboratori e impianti di arricchimento distrutti, ma il know-how e parte delle centrifughe restano intatti.

La richiesta americana

Consegna dell'uranio arricchito

Priorità assoluta dei negoziatori Usa secondo la Casa Bianca

Vance: "Dobbiamo ancora vedere un impegno chiaro da parte iraniana a non cercare un'arma nucleare". L'Iran rifiuta, sostenendo che il suo programma nucleare ha scopi pacifici. Dopo aver resistito ai bombardamenti, Teheran alza le richieste.

Corsa agli armamenti nel Golfo

23 mld $

Vendite di armi Usa approvate per Emirati, Kuwait e Giordania

~20 Paesi

Già dotati di Patriot, ma le scorte sono state drenate dalla guerra in Ucraina

Chi compra da chi

لا إله إلا اللهمحمد رسول الله

Arabia Saudita

Contatta la Corea del Sud per il sistema M-SAM e il Giappone per intercettori Patriot. Ha firmato un accordo di cooperazione militare con l'Ucraina per droni intercettori e guerra elettronica.

Qatar

Ha firmato un accordo di cooperazione militare con l'Ucraina per droni e guerra elettronica, come Riyadh.

Emirati Arabi Uniti

Hanno chiesto a Seul ulteriori missili. Tra i destinatari del pacchetto da 23 miliardi di dollari approvato dall'Amministrazione Trump.

Regno Unito

Vertice d'emergenza vicino a Buckingham Palace. Il Ministro Pollard alle aziende presenti: "Cosa potete consegnare entro 30, 60 e 90 giorni?". Offerta di piccoli missili anti-drone della Cambridge Aerospace.

Soluzioni d'emergenza

M-SAM Patriot Droni intercettori Cambridge Aerospace Gatling Phalanx

Tocca un evento per i dettagli

Giu 2025

Guerra dei 12 giorni: Usa colpiscono Fordow e Natanz

Bombe penetranti americane su due siti nucleari. Circa 450 kg di uranio arricchito restano sotto le macerie. Israele colpisce strutture militari a Parchin e scienziati del programma nucleare.

Feb 2026

L'Iran offre di diluire l'uranio dal 60% al 20%

Proposta che avrebbe allungato solo di qualche settimana i tempi per il grado bellico. Gli esperti ritengono insufficiente la concessione.

Feb-Mar 2026

Inizio campagna militare Usa-Israele. Hormuz chiuso

Cinque settimane di bombardamenti su laboratori, centri di ricerca e impianti. L'Iran risponde chiudendo lo Stretto e attaccando la regione. Arsenali di difesa aerea svuotati.

8 Apr 2026

Trump propone cessate il fuoco di 2 settimane

Condizione: riapertura di Hormuz. L'Iran rifiuta, dichiarando che lo Stretto resterà chiuso fino a un accordo globale sulla guerra.

11 Apr 2026

Colloqui di Islamabad: 21 ore senza accordo

Negoziati su Hormuz, nucleare, riparazioni e sanzioni. L'Iran accusa gli Usa di non ridimensionare le proprie richieste. La priorità americana era la consegna dell'uranio arricchito.

13 Apr

Scatta il blocco navale Usa contro tutti i porti iraniani

Operazione annunciata dal CENTCOM. Colpisce navi di qualsiasi nazionalità in entrata e uscita. Trump: "Non permetteremo all'Iran di imporre un pedaggio". Teheran promette una risposta.

Elaborazione di Focus America su dati del New York Times, Wall Street Journal, AP, Axios · 13 aprile 2026

Secondo fonti citate dal Wall Street Journal, Trump sta valutando la ripresa di attacchi militari limitati contro l'Iran. Alla Casa Bianca si discute anche di attacchi su vasta scala, ma le fonti li considerano meno probabili per il rischio di destabilizzare ulteriormente la regione. Funzionari della Casa Bianca hanno dichiarato che il presidente sta "valutando tutte le opzioni aggiuntive" per fare pressione su Teheran, pur restando aperto a una soluzione diplomatica. Trump ha giustificato il nuovo blocco sostenendo che gli Stati Uniti non potevano permettere all'Iran di imporre una sorta di pedaggio sulle navi in transito, e ha annunciato che le Forze Armate americane bonificheranno lo Stretto dalle mine e risponderanno a qualsiasi attacco. Teheran ha risposto dichiarando che i tentativi americani sono "destinati al fallimento" e ha promesso l'impiego di "capacità finora inesplorate" delle proprie forze armate.

Il nodo più difficile resta però il programma nucleare. Cinque settimane di bombardamenti americani e israeliani hanno distrutto laboratori, centri di ricerca e impianti di arricchimento dell'uranio. Israele ha colpito strutture militari a Parchin e ucciso scienziati che si occupavano del programma nucleare. Gli Stati Uniti avevano già sganciato bombe penetranti sui siti di Fordow e Natanz durante la guerra di dodici giorni dello scorso anno. Eppure l'Iran conserva ancora gran parte di ciò che serve per costruire un'arma atomica: centrifughe, un sito sotterraneo a Isfahan mai ispezionato e circa 450 kg di uranio arricchito al 60%, vicino al grado bellico, metà dei quali sepolti in un tunnel sotto il complesso nucleare della stessa città. L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica conferma che il materiale non risulta spostato dallo scorso giugno. Teheran dispone anche di un complesso di tunnel fortificati nella cosiddetta Montagna del Piccone, vicino a Natanz, fuori dalla portata delle armi più potenti degli americani.

Anche il vicepresidente J.D. Vance ha indicato il nucleare come il cuore della disputa. "Dobbiamo ancora vedere un impegno chiaro da parte iraniana a non cercare un'arma nucleare e a non dotarsi degli strumenti per costruirla rapidamente", ha dichiarato dopo i colloqui falliti di Islamabad. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt aveva precisato che ottenere la consegna dell'uranio altamente arricchito era la priorità assoluta dei negoziatori americani. L'Iran ha sempre rifiutato di rinunciare al proprio programma, sostenendo che ha scopi pacifici.

A febbraio, secondo persone coinvolte nei negoziati, Teheran aveva offerto di diluire l'uranio dal 60% al 20%, allungando in questo modo di qualche settimana i tempi per raggiungere il grado bellico. Ma ora le richieste iraniane saranno più alte, ha spiegato al Wall Street Journal Eric Brewer, ex funzionario della Casa Bianca che ha lavorato sul dossier Iran durante la prima Amministrazione Trump: Teheran ha resistito ai bombardamenti e sa di avere ancora le carte in mano. Gli esperti ritengono quasi certo che l'Iran non abbia mai costruito una testata nucleare e che farlo senza essere scoperto sarebbe oggi molto difficile, data la penetrazione dell'intelligence americana e israeliana nel programma.

Le cinque settimane di guerra hanno però anche svuotato gli arsenali di difesa aerea di tutto il Medio Oriente. Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti cercano con urgenza sistemi alternativi a quelli americani, le cui consegne richiedono anni. Riyadh ha contattato la Corea del Sud per accelerare l'ordine del sistema missilistico M-SAM e si è rivolta al Giappone per i missili intercettori Patriot. Sia l'Arabia Saudita sia il Qatar hanno firmato accordi di cooperazione militare con l'Ucraina per droni intercettori e guerra elettronica. Gli Emirati hanno chiesto a Seul ulteriori missili.

L'Amministrazione Trump ha approvato vendite di armi per 23 miliardi di dollari a Emirati, Kuwait e Giordania, ma alcune forniture richiederanno anni. Il sistema anti aereo Patriot è, infatti, in dotazione a quasi 20 Paesi e le scorte sono già state drenate dalla guerra in Ucraina. Per tamponare l'emergenza, i Paesi del Golfo stanno così guardando anche a soluzioni più semplici e rapide: cannoni Gatling Phalanx , armi a proiettile montate su camion e piccoli missili della britannica Cambridge Aerospace progettati per abbattere droni. Al vertice organizzato il mese scorso in una caserma vicino a Buckingham Palace, il Ministro della Difesa britannico Luke Pollard ha chiesto alle aziende presenti: "Cosa potete consegnare entro 30, 60 e 90 giorni?".

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