{
"$type": "site.standard.document",
"bskyPostRef": {
"cid": "bafyreid6j3rcephwr3kntfxigu5fxbn4qmb6yeh44booprh666h67r6mde",
"uri": "at://did:plc:u4zm6wzxpccd4j7j7nuapypo/app.bsky.feed.post/3mfxxriq3z6c2"
},
"coverImage": {
"$type": "blob",
"ref": {
"$link": "bafkreiclwlu7pzoxbf57vnrsmdoigidrbq3oknkyf5azpeapy5wtsptwiy"
},
"mimeType": "image/jpeg",
"size": 195045
},
"path": "/spettacoli/dossier/festival-di-sanremo/2026/03/01/news/sanremo_2026_finale_commento_gino_castaldo-425191712/",
"publishedAt": "2026-03-01T04:00:00.000Z",
"site": "https://www.repubblica.it",
"tags": [
"Festival di Sanremo",
"Fuorionda sanremo Gino Castaldo"
],
"textContent": "Le Bambole di pezza cantano i Led Zeppelin mentre fanno “Occhi di gatto” con Cristina D’Avena. Dargen D’Amico ingaggia Pupo e Fabrizio Bosso. Un signore mi propone il progetto di un mandolino elettrico. Il superpotere del festival: giustificare tutto",
"title": "Arrivederci Sanremo, il tempio del cortocircuito. Il commento di Gino Castaldo",
"updatedAt": "2026-03-01T04:00:00.000Z"
}