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"plaintext": "Il progetto dell'euro digitale si trova in una fase cruciale di passaggio tra la pianificazione teorica e i primi test sul campo. Non parliamo più di un'idea astratta, ma di un'architettura tecnica e legale ben definita dall'Eurosystem (BCE e banche centrali nazionali), che punta a una potenziale emissione ufficiale nel 2029."
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"plaintext": "Ecco un quadro chiaro e aggiornato di ciò che sappiamo veramente e dello stato dell'arte su wallet e dispositivi."
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"plaintext": "L'euro digitale sarà indubbiamente una Central Bank Digital Currency (CBDC) al dettaglio. È fondamentale chiarire che non si tratta di una criptovaluta, né di uno strumento speculativo: sarà moneta pubblica, una passività diretta della BCE, alla pari del comune contante, e 1 euro digitale varrà sempre esattamente come 1 euro di metallo o carta."
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"plaintext": "L'infrastruttura (Niente Blockchain pubblica): A differenza di quanto molti pensano, l'euro digitale non utilizzerà una blockchain pubblica tradizionale. L'architettura si appoggia sul DESP (Digital Euro Service Platform), un'infrastruttura centralizzata e standardizzata gestita dall'Eurosistema. Per il regolamento interbancario avanzato si stanno sviluppando moduli dedicati (come l'iniziativa \"Pontes\" attesa per i prossimi mesi), ma la rete è chiusa e controllata."
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"plaintext": "Il fattore Privacy (Online vs Offline): È il punto più discusso. La BCE ha strutturato due modalità distinte:"
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"plaintext": "Modalità Online: Le transazioni passeranno attraverso gli intermediari finanziari (banche e PSP). I dati saranno minimizzati: gli intermediari vedranno i dati necessari per le normative antiriciclaggio (AML), ma la BCE non avrà accesso all'identità degli utenti né alla cronologia dei singoli pagamenti."
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"plaintext": "Modalità Offline: Questa è la vera scommessa. Funzionerà esattamente come il contante. I pagamenti avverranno direttamente tra due dispositivi (es. smartphone-smartphone o smartphone-POS) tramite chip di sicurezza, senza alcuna connessione internet e con una riservatezza totale (nessun tracciamento della transazione)."
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"plaintext": "Limiti di detenzione: Per evitare la fuga di depositi dalle banche commerciali durante i periodi di crisi (il rischio di un bank run digitale), i cittadini avranno un limite massimo di euro digitali detenibili nel proprio wallet (si ipotizza una soglia tra i 3.000 e i 4.000 euro)."
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"plaintext": "2. Wallet e Dispositivi: Esistono già?"
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"plaintext": "Siamo in questo caso nel campo della pura speculazione intellettuale e enel pieno della transizione dalla definizione teorica alla creazione dei primi software e hardware reali. Ovvero, non ne sappiamo un bel nulla, e possiamo solo snocciolare ipotesi ragionevoli..."
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"plaintext": "I Wallet e le App"
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"plaintext": "Non esiste ancora un'app \"Euro Digitale\" scaricabile dagli utenti finali negli store, ma la struttura di distribuzione è già definita e i primi codici sono in sviluppo:"
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"plaintext": "Il modello ibrido: La BCE rilascerà un'app ufficiale \"stand-alone\" (con funzionalità base e inclusiva, sviluppata seguendo stringenti criteri di accessibilità, come la recente collaborazione con la Fondazione ONCE per i non vedenti). Tuttavia, la distribuzione principale avverrà tramite SDK e API integrati direttamente nelle app di home banking che già usi sul tuo smartphone."
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"plaintext": "I Rulebook tecnici: L'Eurosistema ha già rilasciato le specifiche e le bozze del Rulebook (il regolamento tecnico). In questo momento, banche e istituti di pagamento stanno decidendo l'architettura interna per integrare questa tecnologia nei loro sistemi."
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"plaintext": "I Dispositivi e i Test Pratici (I Progetti Pilota)"
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"plaintext": "I dispositivi fisici atti a veicolare la moneta sono gli smartphone e i terminali POS che utilizziamo tutti i giorni, sfruttando la tecnologia NFC (Near Field Communication) ed evoluzioni come il Tap to Phone."
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"plaintext": "Tuttavia, l'implementazione pratica sta seguendo una precisa roadmap di sperimentazione:"
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"plaintext": "Sperimentazioni locali passate: In Italia, l'ABI (Associazione Bancaria Italiana) insieme a centri di competenza come Reply ha già condotto Sandbox e simulazioni a livello interbancario per testare la programmabilità e lo scambio di moneta digitale in casi d'uso aziendali (es. vincoli di spesa per filiere)."
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"plaintext": "Il grande Progetto Pilota (2027): La BCE ha pianificato un progetto pilota reale della durata di 12 mesi che partirà nella seconda metà del 2027. Le manifestazioni di interesse per i fornitori di servizi di pagamento (PSP) interessati a partecipare si stanno chiudendo proprio in questo periodo (maggio 2026), e la selezione dei partecipanti sarà finalizzata a giugno. Durante questo pilota, versioni \"beta\" dell'euro digitale verranno fatte circolare in ambienti controllati (es. dipendenti della BCE, commercianti selezionati) per testare la tenuta dell'infrastruttura nei negozi e nei pagamenti peer-to-peer."
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"plaintext": "I nodi hardware per l'offline: La vera sfida ingegneristica attuale riguarda i dispositivi fisici per l'offline. Richiedono l'archiviazione del valore all'interno di un Secure Element (un chip hardware sicuro) presente sul telefono, che garantisca l'impossibilità di falsificare la moneta o di effettuare la doppia spesa (double spending) senza una rete che verifichi la transazione. Questa tecnologia è in fase di raffinamento nei laboratori europei."
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"plaintext": "La Roadmap verso il debutto"
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"plaintext": "L'effettiva implementazione nei portafogli dei cittadini dipenderà da un passo politico fondamentale. L'adozione del regolamento legislativo dell'Euro Digitale (DER) è attesa entro la fine del 2026. Se la legge passerà, la timeline prevede lo sviluppo tecnico nel 2026/2027, il grande pilota su strada nel 2027/2028, e il rollout definitivo per tutti i cittadini nel 2029. Questa tempistica, unita alle caratteristiche che ad oggi conosciamo del progetto, induce come ovvio delle riflessioni in prospettiva, che includano anche delle contromisure nel caso in cui tale implementazione assuma, a vario titolo, delle tonalità coercitive e in definitiva avverse alla libertà finanziaria e alla privacy del cittadino medio."
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"plaintext": "3. Come difendersi (eventualmente) dall'Euro Digitale: Strumenti e Modelli Operativi"
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"plaintext": "Partiamo da un concetto di base: l'affare dell'euro digitale è chiaramente impostato come un progetto pilota, che dal punto di vista operativo presenta notevoli incognite comunque diluite in un orizzonte temporale che certamente non potrà esaurirsi nei 3-4 anni preventivati. "
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"plaintext": "Considerando il fatto che, comunque, la presenza di un circuito di pagamento \"tracciato\" non presenta nulla di formalmente diverso da quanto accade da decenni tramite i comuni circuiti di pagamento elettronico (bonifici, carte di debito e credito, etc...), credo sia evidente che l'eventuale problema in termini di privacy, protezione fondi e libertà riguarda solo e unicamente l'ipotesi di una definitiva scomparsa del contante, intesa non solo come scarsità, ma come puntuale dichiarazione di moneta fuori corso, non più accettabile come strumento di pagamento."
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"plaintext": "Come spero ovvio, parliamo di un'evenienza che, indipendentemente dal fatto di essere stata più volte sfatata dalle autorità centrali (cosa che a mio avviso non vuol dire nulla, perché potrebbe riferita ad affermazioni che chiunque, in una seconda o terza fase, potrebbe tranquillamente rimangiarsi), riguarda una proiezione nel futuro che di certo non potrà impiegare meno di 10-15 anni per risultare operativa."
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"plaintext": "Questo cosa significa? Che dobbiamo preoccuparci?"
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"plaintext": "Dal mio punto di vista non si tratta di preoccuparsi, ma di effettuare due operazioni intellettuali molto precise: da un lato, ragionare su quale potrebbe essere lo scenario globale in assenza di contante; dall'altro, impostare da subito una pianificazione secondaria per mettersi al riparo da eventuali difetti (chiamiamoli così) che tale configurazione di sistema potrebbe evidenziare."
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"plaintext": "Quello che faremo di seguito"
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"plaintext": "Cosa accade in un mondo senza contante?"
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"plaintext": "Supponiamo che l'euro del futuro sia solo digitale. Supponiamo cioè che, mantenendo l'idea di un portafoglio ufficiale in grado di contenere non oltre 3-4k di valuta (spero adeguata all'inflazione), i cittadini possano solo conservare i propri risparmi in vault bancari adeguati alla custodia, logicamente iper-centralizzata, dei propri capitali. "
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],
"plaintext": "La situazione generale che si profila è chiaramente quella di un'assenza totale di privacy, in quanto non una parte, ma qualsiasi transazione che abbia a che fare con denaro fiat scambiato per qualsiasi prodotto o servizio, verrà riferita a un sistema totalmente in chiaro controllato dall'autorità centrale."
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"$type": "app.offprint.block.text",
"plaintext": "Se da un lato questo stato di cose porge un chiaro livello di iper-controllo sulla ricchezza, dall'altro lato si tratta di un sistema che potrebbe in qualsiasi momento censurare, bloccare e congelare qualsiasi attività ritenuta non conforme al volere (ideologico, economico, politico) dell'autorità preposta."
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{
"$type": "app.offprint.block.text",
"plaintext": "I soli cinque valori \"monetari\" possibili, ovvero residui, escludendo piuttosto chiaramente e per ovvie ragioni i beni immobili e i vari titoli azionari e borsistici, in un mondo del genere risultano quindi i seguenti:"
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"plaintext": "Divisa valutaria corrente (nel nostro caso euro digitale), controllata, centralizzata, censurabile, bloccabile, pignorabile."
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],
"plaintext": "Stablecoin crypto, ossia criptomonete (token) a collaterale stabile (valute, oro, titoli, etc...), con gradi variabili di decentralizzazione e dunque possibilità (o meno) di essere inserite in blacklist e affini per l'eventuale censura."
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"plaintext": "Bitcoin, decentralizzato e incensurabile per definizione e protocollo."
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"plaintext": "Altcoin, crypto a vario grado di decentralizzazione."
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],
"plaintext": "Oro e affini, unici beni \"fisici\", per definizione decentralizzati, scambiabili per prodotti e servizi, ovvero per le unità monetarie di cui sopra."
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}
],
"plaintext": "In questo scenario, ci si intenda, assolutamente distopico e ben difficile da immaginare \"a stretto giro\", la prima ipotesi che possiamo ragionevolmente porgere è quella della doppia economia: da un lato strettamente monetaria, dall'altro decentralizzata e facente perno sulle monete ritenute più adatte a trasferire valore e ricchezza."
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}
],
"plaintext": "Il problema è quindi legato al sistema di funzionamento, perché è chiaro che altrettanto ragionevolmente in un quadro del genere dovranno sussistere \"isole umane sia private che aziendali\" nelle quali come minimo Bitcoin, e come massimo qualche altra crypto intesa come pregevole e accettata, saranno gli esclusivi mezzi di pagamento in entrata e in uscita. E la ragione è semplice: Bitcoin non potrà più essere comprato, o almeno non potrà più essere comprato utilizzando moneta fiat e contemporaneamente invocando procedimenti privacy-oriented, come quelli senza KYC tra privati."
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"plaintext": "Più precisamente, le procedure prive di KYC potranno ancora essere implementate, anche tramite sistemi di pagamento centralizzati, che a rigore dovrebbero identificarsi in (una qualche forma di) bonifico in grado di utilizzare la nuova CBDC europea, ma saranno necessariamente svolte attraverso una \"mediazione di terze parti a titolo fiduciario\", ovvero soggetti che dovranno acquistare BTC o crypto in genere per conto dell'amico o cliente."
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"plaintext": "Come appare un sistema a doppia economia monetaria?"
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"plaintext": "Ovviamente non posso prevedere quello che potrebbe accadere nel contesto di uno scenario che già di per sé è un'astrazione e proiezione piuttosto lontana nel tempo."
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"plaintext": "Ciò che posso dire è che un sistema del genere somiglia molto a una versione intensificata di quanto in fondo accade già oggi. La maggior parte della gente continua a usare solo e unicamente sistemi bancari centralizzati, pensando di vivere nel migliore dei mondi possibili."
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"plaintext": "Una minima porzione di società civile, invece, sta almeno considerando l'implementazione di un \"piano B\" basato su Bitcoin e decentralizzazione. E si comporta da subito di conseguenza."
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"textContent": "Il progetto dell'euro digitale si trova in una fase cruciale di passaggio tra la pianificazione teorica e i primi test sul campo. Non parliamo più di un'idea astratta, ma di un'architettura tecnica e legale ben definita dall'Eurosystem (BCE e banche centrali nazionali), che punta a una potenziale emissione ufficiale nel 2029.\nEcco un quadro chiaro e aggiornato di ciò che sappiamo veramente e dello stato dell'arte su wallet e dispositivi.\n\n---\n1. Cosa sappiamo veramente (I pilastri tecnici)\nL'euro digitale sarà indubbiamente una Central Bank Digital Currency (CBDC) al dettaglio. È fondamentale chiarire che non si tratta di una criptovaluta, né di uno strumento speculativo: sarà moneta pubblica, una passività diretta della BCE, alla pari del comune contante, e 1 euro digitale varrà sempre esattamente come 1 euro di metallo o carta.\n- L'infrastruttura (Niente Blockchain pubblica): A differenza di quanto molti pensano, l'euro digitale non utilizzerà una blockchain pubblica tradizionale. L'architettura si appoggia sul DESP (Digital Euro Service Platform), un'infrastruttura centralizzata e standardizzata gestita dall'Eurosistema. Per il regolamento interbancario avanzato si stanno sviluppando moduli dedicati (come l'iniziativa \"Pontes\" attesa per i prossimi mesi), ma la rete è chiusa e controllata.\n- Il fattore Privacy (Online vs Offline): È il punto più discusso. La BCE ha strutturato due modalità distinte:\n- Modalità Online: Le transazioni passeranno attraverso gli intermediari finanziari (banche e PSP). I dati saranno minimizzati: gli intermediari vedranno i dati necessari per le normative antiriciclaggio (AML), ma la BCE non avrà accesso all'identità degli utenti né alla cronologia dei singoli pagamenti.\n- Modalità Offline: Questa è la vera scommessa. Funzionerà esattamente come il contante. I pagamenti avverranno direttamente tra due dispositivi (es. smartphone-smartphone o smartphone-POS) tramite chip di sicurezza, senza alcuna connessione internet e con una riservatezza totale (nessun tracciamento della transazione).\n- Limiti di detenzione: Per evitare la fuga di depositi dalle banche commerciali durante i periodi di crisi (il rischio di un bank run digitale), i cittadini avranno un limite massimo di euro digitali detenibili nel proprio wallet (si ipotizza una soglia tra i 3.000 e i 4.000 euro).\n\n\n---\n2. Wallet e Dispositivi: Esistono già?\nSiamo in questo caso nel campo della pura speculazione intellettuale e enel pieno della transizione dalla definizione teorica alla creazione dei primi software e hardware reali. Ovvero, non ne sappiamo un bel nulla, e possiamo solo snocciolare ipotesi ragionevoli...\nI Wallet e le App\nNon esiste ancora un'app \"Euro Digitale\" scaricabile dagli utenti finali negli store, ma la struttura di distribuzione è già definita e i primi codici sono in sviluppo:\n- Il modello ibrido: La BCE rilascerà un'app ufficiale \"stand-alone\" (con funzionalità base e inclusiva, sviluppata seguendo stringenti criteri di accessibilità, come la recente collaborazione con la Fondazione ONCE per i non vedenti). Tuttavia, la distribuzione principale avverrà tramite SDK e API integrati direttamente nelle app di home banking che già usi sul tuo smartphone.\n- I Rulebook tecnici: L'Eurosistema ha già rilasciato le specifiche e le bozze del Rulebook (il regolamento tecnico). In questo momento, banche e istituti di pagamento stanno decidendo l'architettura interna per integrare questa tecnologia nei loro sistemi.\n\nI Dispositivi e i Test Pratici (I Progetti Pilota)\nI dispositivi fisici atti a veicolare la moneta sono gli smartphone e i terminali POS che utilizziamo tutti i giorni, sfruttando la tecnologia NFC (Near Field Communication) ed evoluzioni come il Tap to Phone.\nTuttavia, l'implementazione pratica sta seguendo una precisa roadmap di sperimentazione:\n- Sperimentazioni locali passate: In Italia, l'ABI (Associazione Bancaria Italiana) insieme a centri di competenza come Reply ha già condotto Sandbox e simulazioni a livello interbancario per testare la programmabilità e lo scambio di moneta digitale in casi d'uso aziendali (es. vincoli di spesa per filiere).\n- Il grande Progetto Pilota (2027): La BCE ha pianificato un progetto pilota reale della durata di 12 mesi che partirà nella seconda metà del 2027. Le manifestazioni di interesse per i fornitori di servizi di pagamento (PSP) interessati a partecipare si stanno chiudendo proprio in questo periodo (maggio 2026), e la selezione dei partecipanti sarà finalizzata a giugno. Durante questo pilota, versioni \"beta\" dell'euro digitale verranno fatte circolare in ambienti controllati (es. dipendenti della BCE, commercianti selezionati) per testare la tenuta dell'infrastruttura nei negozi e nei pagamenti peer-to-peer.\n- I nodi hardware per l'offline: La vera sfida ingegneristica attuale riguarda i dispositivi fisici per l'offline. Richiedono l'archiviazione del valore all'interno di un Secure Element (un chip hardware sicuro) presente sul telefono, che garantisca l'impossibilità di falsificare la moneta o di effettuare la doppia spesa (double spending) senza una rete che verifichi la transazione. Questa tecnologia è in fase di raffinamento nei laboratori europei.\n\nLa Roadmap verso il debutto\nL'effettiva implementazione nei portafogli dei cittadini dipenderà da un passo politico fondamentale. L'adozione del regolamento legislativo dell'Euro Digitale (DER) è attesa entro la fine del 2026. Se la legge passerà, la timeline prevede lo sviluppo tecnico nel 2026/2027, il grande pilota su strada nel 2027/2028, e il rollout definitivo per tutti i cittadini nel 2029. Questa tempistica, unita alle caratteristiche che ad oggi conosciamo del progetto, induce come ovvio delle riflessioni in prospettiva, che includano anche delle contromisure nel caso in cui tale implementazione assuma, a vario titolo, delle tonalità coercitive e in definitiva avverse alla libertà finanziaria e alla privacy del cittadino medio.\n3. Come difendersi (eventualmente) dall'Euro Digitale: Strumenti e Modelli Operativi\nPartiamo da un concetto di base: l'affare dell'euro digitale è chiaramente impostato come un progetto pilota, che dal punto di vista operativo presenta notevoli incognite comunque diluite in un orizzonte temporale che certamente non potrà esaurirsi nei 3-4 anni preventivati. \nConsiderando il fatto che, comunque, la presenza di un circuito di pagamento \"tracciato\" non presenta nulla di formalmente diverso da quanto accade da decenni tramite i comuni circuiti di pagamento elettronico (bonifici, carte di debito e credito, etc...), credo sia evidente che l'eventuale problema in termini di privacy, protezione fondi e libertà riguarda solo e unicamente l'ipotesi di una definitiva scomparsa del contante, intesa non solo come scarsità, ma come puntuale dichiarazione di moneta fuori corso, non più accettabile come strumento di pagamento.\nCome spero ovvio, parliamo di un'evenienza che, indipendentemente dal fatto di essere stata più volte sfatata dalle autorità centrali (cosa che a mio avviso non vuol dire nulla, perché potrebbe riferita ad affermazioni che chiunque, in una seconda o terza fase, potrebbe tranquillamente rimangiarsi), riguarda una proiezione nel futuro che di certo non potrà impiegare meno di 10-15 anni per risultare operativa.\nQuesto cosa significa? Che dobbiamo preoccuparci?\nDal mio punto di vista non si tratta di preoccuparsi, ma di effettuare due operazioni intellettuali molto precise: da un lato, ragionare su quale potrebbe essere lo scenario globale in assenza di contante; dall'altro, impostare da subito una pianificazione secondaria per mettersi al riparo da eventuali difetti (chiamiamoli così) che tale configurazione di sistema potrebbe evidenziare.\nQuello che faremo di seguito\nCosa accade in un mondo senza contante?\nSupponiamo che l'euro del futuro sia solo digitale. Supponiamo cioè che, mantenendo l'idea di un portafoglio ufficiale in grado di contenere non oltre 3-4k di valuta (spero adeguata all'inflazione), i cittadini possano solo conservare i propri risparmi in vault bancari adeguati alla custodia, logicamente iper-centralizzata, dei propri capitali. \nLa situazione generale che si profila è chiaramente quella di un'assenza totale di privacy, in quanto non una parte, ma qualsiasi transazione che abbia a che fare con denaro fiat scambiato per qualsiasi prodotto o servizio, verrà riferita a un sistema totalmente in chiaro controllato dall'autorità centrale.\nSe da un lato questo stato di cose porge un chiaro livello di iper-controllo sulla ricchezza, dall'altro lato si tratta di un sistema che potrebbe in qualsiasi momento censurare, bloccare e congelare qualsiasi attività ritenuta non conforme al volere (ideologico, economico, politico) dell'autorità preposta.\nI soli cinque valori \"monetari\" possibili, ovvero residui, escludendo piuttosto chiaramente e per ovvie ragioni i beni immobili e i vari titoli azionari e borsistici, in un mondo del genere risultano quindi i seguenti:\n- Divisa valutaria corrente (nel nostro caso euro digitale), controllata, centralizzata, censurabile, bloccabile, pignorabile.\n- Stablecoin crypto, ossia criptomonete (token) a collaterale stabile (valute, oro, titoli, etc...), con gradi variabili di decentralizzazione e dunque possibilità (o meno) di essere inserite in blacklist e affini per l'eventuale censura.\n- Bitcoin, decentralizzato e incensurabile per definizione e protocollo.\n- Altcoin, crypto a vario grado di decentralizzazione.\n- Oro e affini, unici beni \"fisici\", per definizione decentralizzati, scambiabili per prodotti e servizi, ovvero per le unità monetarie di cui sopra.\n\nIn questo scenario, ci si intenda, assolutamente distopico e ben difficile da immaginare \"a stretto giro\", la prima ipotesi che possiamo ragionevolmente porgere è quella della doppia economia: da un lato strettamente monetaria, dall'altro decentralizzata e facente perno sulle monete ritenute più adatte a trasferire valore e ricchezza.\nIl problema è quindi legato al sistema di funzionamento, perché è chiaro che altrettanto ragionevolmente in un quadro del genere dovranno sussistere \"isole umane sia private che aziendali\" nelle quali come minimo Bitcoin, e come massimo qualche altra crypto intesa come pregevole e accettata, saranno gli esclusivi mezzi di pagamento in entrata e in uscita. E la ragione è semplice: Bitcoin non potrà più essere comprato, o almeno non potrà più essere comprato utilizzando moneta fiat e contemporaneamente invocando procedimenti privacy-oriented, come quelli senza KYC tra privati.\n💡 Più precisamente, le procedure prive di KYC potranno ancora essere implementate, anche tramite sistemi di pagamento centralizzati, che a rigore dovrebbero identificarsi in (una qualche forma di) bonifico in grado di utilizzare la nuova CBDC europea, ma saranno necessariamente svolte attraverso una \"mediazione di terze parti a titolo fiduciario\", ovvero soggetti che dovranno acquistare BTC o crypto in genere per conto dell'amico o cliente.\nCome appare un sistema a doppia economia monetaria?\nOvviamente non posso prevedere quello che potrebbe accadere nel contesto di uno scenario che già di per sé è un'astrazione e proiezione piuttosto lontana nel tempo.\nCiò che posso dire è che un sistema del genere somiglia molto a una versione intensificata di quanto in fondo accade già oggi. La maggior parte della gente continua a usare solo e unicamente sistemi bancari centralizzati, pensando di vivere nel migliore dei mondi possibili.\nUna minima porzione di società civile, invece, sta almeno considerando l'implementazione di un \"piano B\" basato su Bitcoin e decentralizzazione. E si comporta da subito di conseguenza.\nIn prospettiva, credo quindi che, parlando letteralmente fuori dai denti, la maggioranza stupida sarà sempre più stupida, e la minoranza intelligente sempre più intelligente. Il sistema andrà dunque ad adeguarsi a questo stato di cose, veicolando nel suo complesso un quadro economico, finanziario e monetario a due velocità e con criteri sempre più opposti e non miscibili.\nConclusioni\nL'ideale sarebbe adottare da subito le buone prassi di questa seconda categoria di persone. Non serve abbandonare completamente carte di credito e conti bancari. Basta solo rivolgersi a qualche esperto per iniziare ad apprendere i rudimenti di Bitcoin, e continuare prendendo in considerazione un piano di accumulo BTC conforme alle proprie possibilità economiche. Insomma, la messa in sicurezza di una certa porzione di capitale.\nSe questo non sarà strettamente necessario in vista di un lontanissimo futuro, sicuramente si rivelerà utile nell'immediato, sia sul piano della difesa a medio termine del proprio potere d'acquisto, sia in termini di protezione da censure e attacchi del sistema finanziario e politico.\nDa bitcoiner ritengo che il ragionamento sul futuro sia importante, ma non possa prescindere da una soddisfacente gestione del presente. Gli strumenti per difenderci esistono, e possono essere usati da subito. Con o senza euro digitale alle porte.",
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