{
  "$type": "site.standard.document",
  "bskyPostRef": {
    "cid": "bafyreidaf5bbmivcknhytoxl3wjbzv3dbpugq23k2ytfh3tuaapmesli2y",
    "uri": "at://did:plc:ojxpsofiyzuun6vh56segv5a/app.bsky.feed.post/3mm2dgss63ft2"
  },
  "coverImage": {
    "$type": "blob",
    "ref": {
      "$link": "bafkreifw7vs5mpein2hwqxusn2x6awm7ihjkf5lmxcr4rkalxggkfgdtqq"
    },
    "mimeType": "image/jpeg",
    "size": 130718
  },
  "path": "/fatti/sentirsi-sbagliati-essere-se-stessi-rivoluzione-lgbtqia-diritti-giornata-contro-omobilesbotransfobia-intervista-x2us6ajf",
  "publishedAt": "2026-05-17T11:11:59.000Z",
  "site": "https://www.editorialedomani.it",
  "tags": [
    "Fatti"
  ],
  "textContent": "La scena che Leo ricorda più nitidamente non è un insulto gridato per strada né un’aggressione fisica: è un tavolo apparecchiato da cui lui veniva escluso e destinato all’invisibilità. Secondo Arcigay, nel 2026 in Italia l’odio contro le persone Lgbtqia+ è diventato un fenomeno strutturale e diffuso. «Essere un ragazzo gay femminile non è una provocazione e non è solo estetica: è un atto quotidiano di resistenza e autenticità»",
  "title": "«Mi sono sentito sbagliato per così tanto da credere di non avere un posto nel mondo. Essere sé stessi è l’unica rivoluzione»"
}