{
"$type": "site.standard.document",
"bskyPostRef": {
"cid": "bafyreih6jm3hycmuimq3j6vyaeepwqqqvgpf5yktxw7bo5uaqpclw7hvoe",
"uri": "at://did:plc:fo2xbij3oube3qmqquwl6wlv/app.bsky.feed.post/3minvima67w62"
},
"coverImage": {
"$type": "blob",
"ref": {
"$link": "bafkreig27peqp7dbvsckz27ud45ltv675lyl3qg3s4ot7tchvssqftswte"
},
"mimeType": "image/png",
"size": 639280
},
"description": "Il meme del “monitoring the situation” non è soltanto un meme.",
"path": "/monitoring-situation-meme/",
"publishedAt": "2026-04-04T09:14:38.000Z",
"site": "https://www.culturewars.it",
"tags": [
"“monitoring the situation”",
"Subscribe now"
],
"textContent": "* * *\n\nC’è qualcosa di rivelatore – prima ancora che di ironico – nel successo del meme “monitoring the situation”, quell’attitudine a documentarsi e osservare ciò che accade, di crisi in crisi, nel mondo senza intervenire, senza prendere posizione, senza fare altro che restare in una sospensione operativa che viene trasformata in contenuto.\n\nNon è una semplice gag più e meno riuscita, né solo una variazione sulla linea comico-memetica applicata alla geopolitica: è una postura; e, come tutte le posture che attecchiscono su larga scala, racconta qualcosa di più strutturale su chi la adotta e sul contesto che la rende riconoscibile.\n\n### This post is for subscribers only\n\nBecome a member to get access to all content\n\nSubscribe now",
"title": "Uomini che monitorano cose",
"updatedAt": "2026-04-04T09:14:38.702Z"
}