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I grandi donatori americani hanno già speso 1,3 miliardi di dollari per le midterm

Focus America June 26, 2026
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I grandi donatori della politica statunitense hanno già versato più di 1,3 miliardi di dollari per influenzare le elezioni di metà mandato di novembre, quando gli americani rinnoveranno il Congresso. La maggior parte di questo denaro è andata a candidati e gruppi vicini al Partito repubblicano. Quei fondi potrebbero rivelarsi decisivi per permettere ai repubblicani di mantenere il controllo del Congresso. È quanto emerge da un'analisi del Washington Post basata sui dati della Federal Election Commission, l'autorità federale che vigila sul finanziamento delle campagne elettorali.

Nei primi sei mesi del 2026 i donatori vicini ai repubblicani hanno dato 880 milioni di dollari, contro i 290 milioni dei donatori democratici e i 200 milioni di gruppi bipartisan e di interessi specifici. Lo squilibrio a favore del centrodestra è netto.

La maggior parte del denaro, indipendentemente dallo schieramento, è finita nei cosiddetti super PAC, comitati di azione politica che possono raccogliere e spendere somme illimitate a sostegno di un candidato, a patto di non coordinarsi direttamente con la sua campagna. È questo lo strumento che permette ai grandi patrimoni di pesare sul voto americano.

Grandi donatori · Elezioni 2026

I 50 maggiori donatori delle elezioni americane del 2026

Donazioni nel primo semestre 2026, riquadri proporzionali all'importo — dati al 20 giugno 2026

Horowitz e Andreessen

91,2 mln $

Elon Musk

85,1 mln $

Jeff e Janine Yass

83,7 mln $

Miriam Adelson

67,6 mln $

Coniugi Uihlein

50,7 mln $

Greg e Anna Brockman

50 mln $

One Nation

Foris Dax

Paul Singer

American Prosperity All.

Fratelli Winklevoss

Stand Together

Diane Hendricks

American Action Net.

Securing Am. Greatness

George Soros

102 mln $

House Majority Fwd.

Coinbase

56,1 mln $

Ripple Labs

49,6 mln $

AIPAC

30 mln $

__Repubblicani __Democratici __Interessi specifici

Elaborazione di Focus America su dati del Washington Post e della Federal Election Commission. I riquadri sono raggruppati per schieramento e la loro dimensione è proporzionale all'importo donato. Passa il mouse o tocca un riquadro per vedere nome, schieramento e importo.

In alcuni casi i grandi finanziatori non donano a proprio nome ma attraverso società che controllano. Il primo donatore individuale del ciclo è il miliardario George Soros, investitore e filantropo vicino ai democratici, che ha versato 102 milioni di dollari tramite la società Geosor e l'organizzazione no-profit Fund for Policy Reform. Quei soldi sono confluiti in Democracy PAC, un super PAC che sostiene candidati democratici a livello federale e statale.

Subito dopo Soros la classifica è dominata da imprenditori della tecnologia schierati con i repubblicani. Al secondo posto ci sono i fondatori del fondo di venture capital Andreessen Horowitz, Marc Andreessen e Ben Horowitz, con 91,2 milioni di dollari diretti soprattutto a super PAC favorevoli alla tecnologia e alle criptovalute: 50 milioni a Leading the Future, un super PAC dedicato all'intelligenza artificiale, e 23,8 milioni a Fairshake, un super PAC che sostiene le criptovalute.

Al terzo posto c'è Elon Musk, primo uomo al mondo con un patrimonio da mille miliardi di dollari e amministratore delegato di Tesla e SpaceX, con 85,1 milioni di dollari. Nel 2025 Musk ha guidato gli sforzi dell'amministrazione del presidente Donald Trump per ridimensionare l'apparato federale attraverso il servizio chiamato DOGE. Quasi 50 milioni sono andati ad America PAC, il comitato da lui creato che sostiene per lo più candidati repubblicani, mentre 10 milioni ciascuno sono finiti ai fondi che sostengono i candidati repubblicani alla Camera e al Senato.

Tra i primi cinque donatori individuali ci sono anche Jeff e Janine Yass, con 83,7 milioni di dollari, e Miriam Adelson, con 67,6 milioni. Yass ha cofondato la società di investimenti Susquehanna International Group e ha destinato parte dei suoi fondi a gruppi favorevoli alla libertà di scelta scolastica e a MAGA Inc., il super PAC che sostiene Trump e i suoi candidati. Adelson, medico e azionista di maggioranza del gruppo di casinò Las Vegas Sands oltre che comproprietaria della squadra di basket dei Dallas Mavericks, è una storica finanziatrice delle campagne di Trump e ha dato 30 milioni al fondo dei senatori repubblicani e 25 a MAGA Inc.

Tra le organizzazioni che hanno versato di più, le prime due sono aziende di criptovalute: Coinbase, che gestisce una piattaforma di scambio, ha dato 56,1 milioni di dollari e Ripple Labs 49,6 milioni. Entrambe hanno indirizzato quasi tutti i loro fondi a Fairshake. Anche i gemelli Cameron e Tyler Winklevoss, miliardari del settore, e la società Foris Dax, che gestisce la piattaforma crypto.com, compaiono tra i maggiori finanziatori, a conferma di quanto il mondo delle criptovalute sia diventato centrale nel finanziamento della politica americana.

Greg Brockman, presidente e cofondatore di OpenAI, e la moglie Anna hanno donato 50 milioni di dollari, divisi equamente tra MAGA Inc. e Leading the Future, lo stesso super PAC sull'intelligenza artificiale finanziato anche da Andreessen e Horowitz.

Sul fronte democratico, oltre a Soros, i principali finanziatori sono organizzazioni vicine al partito. Majority Forward, gruppo no-profit legato al leader della minoranza al Senato Chuck Schumer, ha versato 33 milioni di dollari al super PAC che sostiene i candidati democratici al Senato. Tra i singoli donatori democratici ci sono anche l'ex sindaco di New York Mike Bloomberg, con 18,2 milioni di dollari, e il governatore dell'Illinois JB Pritzker.

Una parte del denaro arriva da gruppi legati non a un partito ma a una causa. Tra questi c'è AIPAC, il comitato che promuove gli interessi di Israele, che ha dato 30 milioni di dollari a sostegno di candidati di entrambi gli schieramenti favorevoli a Israele. Nella lista compaiono anche le società di scommesse FanDuel e DraftKings e gruppi vicini alla rete conservatrice dei fratelli Koch.

L'analisi del Washington Post considera i contributi ai comitati politici federali a partire dal primo gennaio 2025 e aggiornati al 20 giugno 2026. Restano esclusi prestiti, rimborsi e i fondi che i candidati versano alle proprie campagne. I gruppi che hanno sostenuto candidati di entrambi i partiti o hanno donato soprattutto a comitati apartitici sono classificati come interessi specifici, mentre chi ha appoggiato pubblicamente Trump è considerato vicino ai repubblicani.

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