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La Casa Bianca chiede al Congresso 88 miliardi di dollari per la guerra in Iran

Focus America June 25, 2026
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La Casa Bianca ha chiesto al Congresso quasi 88 miliardi di dollari di fondi aggiuntivi, in gran parte per coprire i costi della guerra in Iran. A presentare la richiesta è stato mercoledì 24 giugno Russell Vought, direttore dell'ufficio del bilancio della Casa Bianca, con una lettera al presidente della Camera dei rappresentanti Mike Johnson.

Oltre 67 miliardi andrebbero al Pentagono, il dipartimento della Difesa americano, soprattutto per i costi operativi della guerra scatenata da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio e per ricostituire le scorte di munizioni. È una cifra molto più bassa dei 200 miliardi che il Segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva ipotizzato a marzo. Ma al Senato servono 60 voti su 100 per far avanzare una legge e quasi tutti i democratici sono contrari al conflitto fin dall'inizio e martedì il Congresso aveva già approvato una risoluzione che chiede il ritiro delle truppe americane coinvolte, con il voto di alcuni repubblicani.

Stati Uniti · Bilancio della guerra

Quasi 88 miliardi per pagare la guerra in Iran

La Casa Bianca chiede al Congresso un finanziamento straordinario per coprire i costi dell’Operazione Epic Fury. Oltre tre quarti vanno al Pentagono, ma il pacchetto fatica a trovare i voti necessari al Senato.

Grafica di FocusAmerica 24 giugno 2026

Ipotesi di marzo

Richiesta effettiva

200mld

88mld

La cifra che il Segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva inizialmente ipotizzato

Quella effettivamente presentata al Congresso da Russell Vought

Una parte dell’Amministrazione Trump giudicava irrealistica la stima iniziale: in aprile era già scesa tra 80 e 100 miliardi

Esplora la richiesta

IDove vanno IIIl Pentagono IIILo scoglio IVI numeri

La ripartizione del pacchetto

Dove finiscono gli 88 miliardi richiesti

Il grosso della somma copre i costi militari della campagna contro l’Iran. Ma nella stessa lettera al Congresso rientrano anche finanziamenti di progetti civili lontani dal fronte.

Pentagono — Dipartimento della Difesa

67,5mld

Costi operativi della guerra e ricostituzione delle scorte di munizioni. Da solo vale oltre tre quarti dell’intero pacchetto.

Aiuti agli agricoltori

11,1mld

Perdite legate ai dazi, costi in aumento e danni meteorologici in Florida. Dieci miliardi sostengono le semine del 2026.

Guardia Costiera

2,0mld

Voce richiamata sotto il nome ufficiale dell’operazione, insieme a 40 milioni destinati all’FBI.

Dipartimento di Stato

1,5mld

Protezione del personale diplomatico, sistemi anti-drone e ricostruzione delle Ambasciate colpite durante la guerra.

Risposta all’epidemia di Ebola

1,4mld

Contenimento del virus in Congo e Uganda, anche per impedire che raggiunga gli Stati Uniti.

Dipartimento dell’Energia

672mln

Attività per la cessazione completa e verificabile della capacità nucleare iraniana.

Spese civili interne

3,1mld

Tra cui la Penn Station di New York, restauri a Washington e le pensioni dei lavoratori della General Motors.

Dentro la quota del Pentagono

Come si dividono i 67 miliardi destinati al Dipartimento della Difesa

Le munizioni e i costi operativi assorbono la fetta più rilevante. Una voce resta però fuori dal dettaglio pubblico: oltre 12 miliardi vanno a programmi segreti.

67,5 mld

destinati al Dipartimento della Difesa, suddivisi in queste voci principali

Nuove munizioni

21 mld

Costi operativi

17,3 mld

Programmi classificati (segreti)

12,1 mld

Cybersicurezza e sistemi autonomi

5,1 mld

Droni

2,4 mld

Prontezza delle Forze Armate

1,7 mld

Carburante

1,5 mld

Fondi per la Guardia Nazionale

800 mln

L’ostacolo al Senato

Servono 60 voti al Senato, ma i democratici sono contrari

Per far avanzare la legge al Senato non basta la maggioranza semplice. E quasi tutti i democratici si oppongono alla guerra fin dal primo giorno.

Voti necessari su 100 senatori

__60 voti necessari

__41 sufficienti a bloccare

Martedì il Congresso aveva già approvato — con il voto di alcuni repubblicani — una risoluzione che chiede il ritiro delle truppe americane.

“Un assegno in bianco per Trump.”

Chuck Schumer — leader della minoranza democratica al Senato. Ha accusato il presidente di chiedere ai contribuenti di ripulire il disastro che ha provocato.

“Sembra concepito per non passare.”

Chris Murphy — senatore democratico, in dichiarazioni al sito The Hill.

Sostiene “pienamente” la richiesta.

Roger Wicker — presidente della Commissione Forze Armate del Senato. La definisce essenziale per garantire la prontezza militare.

La spesa in cifre

Una richiesta che si somma a un bilancio già in forte crescita

Il finanziamento straordinario è separato dal bilancio ordinario del Dipartimento della Difesa, che l’Amministrazione Trump vuole portare a livelli senza precedenti.

88 mld

La richiesta straordinaria presentata al Congresso

In gran parte per la guerra in Iran

1.500 mld

Il bilancio del Dipartimento della Difesa che l’Amministrazione punta a raggiungere

Oltre il 40% in più rispetto all’anno scorso

350 mld

La parte di quel bilancio che potrebbe passare con la sola maggioranza semplice repubblicana

Tramite la procedura di reconciliation

40.000 mld

Il debito pubblico americano, citato dai democratici contro la spesa

Il presidente Trump chiede ai contribuenti di ripulire il disastro che ha provocato.Chuck Schumer — leader della minoranza democratica al Senato

Fonte Lettera dell’Ufficio del bilancio della Casa Bianca (OMB) al Congresso, 24 giugno 2026; The Hill; Washington Post. Elaborazione FocusAmerica. Le cifre civili interne (3,1 mld) sono aggregate dalla redazione.

Il presidente Trump chiede ai contribuenti di ripulire il disastro che ha provocato, ha dichiarato in una nota il leader della minoranza democratica al Senato Chuck Schumer, che ha parlato di un "assegno in bianco per Trump". Per il senatore democratico Chris Murphy il pacchetto sembra "concepito per non passare", come ha detto al sito The Hill.

Roger Wicker, presidente della commissione Forze armate del Senato, ha detto in una nota di appoggiare "pienamente" la richiesta, definendola essenziale per garantire la prontezza militare. Anche Tom Cole e Ken Calvert, ai vertici della commissione per gli stanziamenti della Camera e della sua sottocommissione per la Difesa, l'hanno giudicata necessaria per ricostituire le munizioni usate durante la campagna di attacchi.

La parte per il Pentagono comprende 21 miliardi per le munizioni, 17,3 miliardi per i costi operativi, 5,1 miliardi per la cybersicurezza e i sistemi autonomi, 2,4 miliardi per i droni, 1,7 miliardi per la prontezza delle forze armate, 1,5 miliardi per i carburanti e 800 milioni per il sostegno alla Guardia nazionale. Altri 12,1 miliardi sono destinati a programmi classificati, cioè segreti.

La guerra ha un nome ufficiale, Operazione Epic Fury, richiamato in diverse voci della richiesta: 2 miliardi per la Guardia costiera e 40 milioni per l'FBI, la polizia federale americana. Il dipartimento dell'Energia riceverebbe inoltre 672 milioni per attività destinate alla cessazione completa e verificabile della capacità dell'Iran di sviluppare o acquisire un'arma nucleare. Nel frattempo Washington tratta con i funzionari iraniani per chiudere il conflitto, riaprire del tutto lo stretto di Hormuz e smantellare il programma nucleare di Teheran.

Al dipartimento di Stato, il ministero degli Esteri americano, andrebbero oltre 1,5 miliardi per i programmi diplomatici, tra cui 1,4 miliardi per la protezione del personale nel mondo e 850 milioni per i sistemi anti-drone. Altri 300 milioni servirebbero a mettere in sicurezza e ricostruire le ambasciate danneggiate durante la guerra in Bahrein, Dubai, Karachi, Lahore e Riad, edifici diplomatici presi di mira da Teheran.

Circa 1,4 miliardi sono destinati alla risposta all'epidemia di Ebola in Africa centrale, soprattutto nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. La somma comprende 550 milioni per limitare la diffusione del virus verso altri paesi vulnerabili, attraverso il tracciamento dei contatti, i dispositivi di protezione e la sorveglianza sanitaria. Questi fondi servono anche a impedire che il virus raggiunga gli Stati Uniti, ha scritto Vought.

Altri 11,1 miliardi andrebbero in aiuto agli agricoltori americani, colpiti dalle perdite legate ai dazi voluti dal presidente, all'aumento dei costi e a problemi meteorologici in Florida. Di questa somma, 10 miliardi sono un sostegno temporaneo per le semine del 2026.

La richiesta comprende anche spese non militari: un miliardo per ristrutturare la stazione Penn Station di New York e 500 milioni per i lavori di restauro a Washington, tra cui la riparazione del memoriale della Seconda guerra mondiale. Ci sono poi 600 milioni per la General Services Administration , l'agenzia che gestisce gli immobili e gli acquisti del governo federale, e un miliardo per le pensioni dei lavoratori colpiti dal fallimento della General Motors dopo la Grande recessione.

La cifra finale è molto inferiore ai 200 miliardi che il Pentagono aveva inizialmente sostenuto al proprio interno. Quella proposta era considerata irrealistica da una parte dell'amministrazione e in aprile il totale era già stato ridotto a una forbice tra 80 e 100 miliardi, ha riferito il Washington Post.

La richiesta è separata dal bilancio della Difesa per il prossimo anno, che l'amministrazione vuole portare a 1.500 miliardi di dollari, oltre il 40% in più rispetto all'anno scorso. Quel piano è diviso in due parti: una base da 1.150 miliardi e un pacchetto da 350 miliardi che passerebbe con la cosiddetta reconciliation , una procedura che richiede solo la maggioranza semplice. I democratici contestano la spesa anche in nome di un debito pubblico arrivato a 40 mila miliardi di dollari.

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