{
  "$type": "site.standard.document",
  "bskyPostRef": {
    "cid": "bafyreie24xlgogvgxmkgmc35plydymnfu3vmyknu6hzbsanesazplihcxe",
    "uri": "at://did:plc:4vo5n46sq5gnxtcbavk5o5mu/app.bsky.feed.post/3mosghwmcovd2"
  },
  "coverImage": {
    "$type": "blob",
    "ref": {
      "$link": "bafkreih5l3qdkkgv4javwbmbd6ye64u65weojeh4nqawkllsr3za4s5knm"
    },
    "mimeType": "image/png",
    "size": 450596
  },
  "description": "La Marina Militare cinese mantiene Taiwan sotto pressione costante con pattugliamenti su tutti i lati dell'isola. Una strategia cresciuta passo dopo passo dal 2020, scrive il Wall Street Journal.",
  "path": "/pechino-stringe-il-cappio-attorno-a-taiwan-navi-da-guerra-sorvegliano-lisola-ogni-giorno/",
  "publishedAt": "2026-06-21T13:00:12.000Z",
  "site": "https://focusamerica.it",
  "tags": [
    "scrive"
  ],
  "textContent": "Cinque o sei navi da guerra cinesi circondano Taiwan quasi senza interruzione, a ogni ora del giorno. Non è più soltanto un'esercitazione pensata per mostrare i muscoli: nel 2026 è diventata la normalità. Lo scrive il _Wall Street Journal_ , che ha ricostruito l'aumento della pressione militare di Pechino sull'isola in questi anni attraverso dati forniti da funzionari militari dei Paesi della regione.\n\nLa Cina considera Taiwan parte integrante del proprio territorio e punta a riportarla sotto il suo controllo. Per farlo dispone di strumenti sempre più ampi, cresciuti insieme al peso globale di Pechino. Sul piano diplomatico, Xi Jinping usa l'influenza cinese per isolare Taipei e indebolire il sostegno americano, cruciale per la sicurezza dell'isola.\n\nSul piano militare, la Marina cinese pattuglia senza sosta le acque circostanti per trasmettere un messaggio ai 23 milioni di abitanti di Taiwan: resistere a un'annessione sarebbe inutile. Il principale strumento di questa campagna è una flotta ben equipaggiata e numericamente più grande di qualsiasi altra al mondo.\n\n### **Il cappio, nave dopo nave**\n\nPer anni una sola nave da guerra cinese ha percorso avanti e indietro lo Stretto di Taiwan. La svolta è arrivata nel 2020, in modo silenzioso ma deciso. Quell'anno Pechino ha aggiunto altre due unità, una al largo della costa settentrionale e una davanti a quella meridionale. Due anni dopo, una quarta nave ha preso posizione a est, completando una presenza quasi ininterrotta su tutti e quattro i lati dell'isola. Una quinta unità si è poi aggiunta sul versante orientale nel 2024 e, da allora, nella stessa area è quasi sempre presente anche una sesta nave.\n\nOgni passo è arrivato dopo uno sviluppo politico sgradito a Pechino. \"Ogni step rappresenta una stretta del cappio\", ha detto al _Wall Street Journal_ Michael Dahm, ex ufficiale dell'intelligence della marina statunitense e oggi ricercatore al Mitchell Institute for Aerospace Studies.\n\nCon l'aumento del numero delle navi è cambiata anche la composizione della flotta. L'assetto, un tempo basato soprattutto su fregate, comprende oggi anche cacciatorpediniere più grandi, segno di un atteggiamento sempre più assertivo da parte di Pechino. La Cina sta costruendo cacciatorpediniere a ritmo serrato e, secondo il quotidiano statunitense, oggi ne possiede almeno 48.\n\nIl cappio attorno a Taiwan — FocusAmerica\n\nTaiwan · La pressione militare di Pechino\n\nIl _cappio_ stretto attorno a Taiwan, nave dopo nave\n\nPer anni una sola nave da guerra cinese ha pattugliato lo Stretto. Dal 2020 Pechino ne ha aggiunte una dopo l'altra, fino a circondare l'isola su tutti e quattro i lati. Oggi cinque o sei unità sono presenti quasi senza interruzione, a ogni ora del giorno.\n\nFonte: Wall Street Journal Funzionari militari della regione · 2026\n\nFino al 2019\n\nOggi · 2026\n\n1\n\n5–6\n\nNave da guerra\nnello Stretto\n\nNavi attorno all'isola,\nquasi senza sosta\n\nIn sei anni l'accerchiamento navale si è esteso da un solo lato a **tutti e quattro**\n\nEsplora l'analisi\n\nIIl cappio IILa stretta IIILe cause IVI numeri\n\nL'accerchiamento, anno per anno\n\nCome la flotta cinese ha circondato l'isola\n\nTocca gli anni qui sotto per vedere come ogni nuova nave ha chiuso un lato in più attorno a Taiwan, completando una presenza quasi ininterrotta.\n\nCINA TAIWAN OCEANO PACIFICO Stretto  Taipei '19  '20  '20  '22  '24  '25\n\n2019\n\n1 nave\n\n2020\n\n3 navi\n\n2022\n\n4 navi\n\n2024\n\n5 navi\n\nOggi\n\n5–6 navi\n\nFino al 2019\n\nUna sola nave da guerra cinese percorre avanti e indietro lo Stretto di Taiwan.\n\nFregate (assetto iniziale)\n\nCacciatorpediniere (oggi)\n\nLa sequenza dell'accerchiamento\n\nOgni passo, una stretta in più del cappio\n\nTocca un anno per i dettagli. Ogni nuova posizione è arrivata in modo silenzioso ma deciso.\n\nFino al 2019\n\nUna sola nave nello Stretto\n\nPer anni una singola unità cinese pattuglia avanti e indietro il braccio di mare che separa l'isola dalla terraferma.\n\n2020\n\nDue nuove navi: a nord e a sud\n\nPechino aggiunge un'unità al largo della costa settentrionale e una davanti a quella meridionale. L'accerchiamento prende forma su tre lati.\n\n2022\n\nLa quarta nave chiude il lato est\n\nUna quarta unità prende posizione a est, completando una presenza quasi ininterrotta su tutti e quattro i lati dell'isola.\n\n2024\n\nUna quinta unità sul versante orientale\n\nSi aggiunge una quinta nave a est. Da allora, nella stessa area è quasi sempre presente anche una sesta unità.\n\n2026\n\nCinque o sei navi, ogni ora del giorno\n\nL'assetto, un tempo basato su fregate, comprende oggi anche cacciatorpediniere più grandi: il segno di un atteggiamento sempre più assertivo da parte di Pechino.\n\nIl 2020 come spartiacque\n\nOgni stretta è arrivata dopo uno sviluppo politico sgradito a Pechino\n\nI funzionari indicano il 2020 come il vero punto di svolta. Ma la pressione è cresciuta in risposta a una catena di eventi percepiti come sfavorevoli a Pechino.\n\n2019\n\nXi anticipa la scadenza militare al 2027\n\nOrdina alle Forze Armate cinesi di prepararsi a prendere Taiwan con la forza entro il 2027, anticipando il precedente traguardo del 2035. Non una data d'invasione, ma di prontezza militare.\n\n2020\n\nLa rielezione di Tsai Ing-wen\n\nTaiwan rielegge la presidente, ferma difensore dell'autonomia dell'isola. A Pechino il risultato è letto come uno schiaffo politico.\n\n2022\n\nLa visita di Nancy Pelosi a Taipei\n\nLa trasferta della Speaker della Camera USA fa salire ancora il dispositivo militare cinese attorno all'isola.\n\n2024\n\nNuove elezioni e l'episodio dei pescatori\n\nUn altro risultato elettorale taiwanese sfavorevole a Pechino e la morte di due pescatori cinesi in uno scontro con la guardia costiera di Taipei fanno aumentare ulteriormente la tensione.\n\nLa pressione in cifre\n\nUna flotta più grande di qualsiasi altra al mondo\n\nIl principale strumento della campagna di pressione cinese è una Marina numericamente superiore a ogni altra, costruita a ritmo serrato.\n\n48+\n\nCacciatorpediniere in dotazione alla marina cinese\n\nCostruiti a ritmo serrato\n\n23 mln\n\nAbitanti di Taiwan, destinatari del messaggio di Pechino\n\n~2 sett.\n\nPermanenza in mare di ogni nave, prima della rotazione\n\nPer addestrare più equipaggi\n\n24 mn\n\nLa zona contigua rivendicata da Taipei, in miglia nautiche\n\nTalvolta \"sfiorata\" dalle navi cinesi\n\n40\n\nPattugliamenti di prontezza contati da Taiwan lo scorso anno\n\n15 finora quest'anno\n\n48 ore\n\nDurata ormai frequente del \"botta e risposta\" tra le due Marine\n\n«Ogni step rappresenta una stretta del cappio», ha detto al WSJ **Michael Dahm** , ex ufficiale dell'intelligence della marina statunitense. La pressione pesa soprattutto sulla Marina taiwanese, assai più piccola e a corto di personale.\n\nFonte Wall Street Journal, su dati di funzionari militari della regione e del Ministero della Difesa di Taiwan. Mappa: Natural Earth. Analisi 2026.\n\n### **Il 2020 come spartiacque**\n\nI funzionari che hanno parlato con il _Wall Street Journal_ indicano il 2020 come il vero punto di svolta. Un anno prima, Xi aveva ordinato alle forze armate cinesi di prepararsi entro il 2027 a prendere Taiwan con la forza, se ne avessero ricevuto l'ordine, anticipando la precedente scadenza del 2035. Non si tratta di una data già fissata per l'invasione, ma di un traguardo di prontezza militare. Imponeva comunque un'accelerazione.\n\nSempre nel 2020, Taiwan ha rieletto presidente Tsai Ing-wen, che si era presentata come una ferma difensora della democrazia e dell'autonomia dell'isola dall'influenza cinese. A Pechino quel risultato è stato letto come uno schiaffo politico.\n\nA far crescere ancora il dispositivo militare cinese sono arrivati altri eventi: la visita dell'allora speaker della Camera dei Rappresentanti americana Nancy Pelosi a Taipei nel 2022, il risultato di un'altra elezione taiwanese sfavorevole a Pechino nel 2024 e la morte di due pescatori cinesi in uno scontro con la guardia costiera taiwanese, sempre nello stesso anno.\n\n### **\"Sfiorare il confine\"**\n\nI pattugliamenti continui non servono soltanto a mandare messaggi politici. Ogni giorno offrono alle forze cinesi l'occasione di raccogliere dati ed esperienza in acque dove un giorno potrebbero combattere. In tempo di pace, ogni nave resta in mare circa due settimane, poi viene sostituita da un'altra unità. Pechino non impiega un piccolo gruppo fisso di imbarcazioni, ma le manda a rotazione, così da addestrare più equipaggi e abituarli a operare nell'area.\n\nDi norma le navi restano fuori dalla zona contigua di 24 miglia nautiche rivendicata da Taipei, ma non sempre. In alcune fasi avviano i cosiddetti pattugliamenti congiunti di prontezza al combattimento, operazioni più intense durante le quali si spingono qualche miglio più all'interno. È una manovra studiata, che alcuni funzionari definiscono \"sfiorare il confine\".\n\nTaiwan, che ne ha contati 40 lo scorso anno e 15 finora quest'anno, risponde inviando navi da guerra e unità della guardia costiera a seguire quelle cinesi finché non si allontanano. Questo botta e risposta dura sempre più a lungo, ormai spesso fino a 48 ore. La pressione pesa molto sulla Marina taiwanese, assai più piccola di quella cinese e a corto di personale. Le navi devono infatti restare pronte a intervenire in ogni momento, con effetti diretti sulla manutenzione ordinaria e sui tempi di riposo degli equipaggi.\n\nIntanto la Cina raccoglie informazioni sempre più preziose sulle forze di Taiwan: come si muovono, come operano, come comunicano e come reagiscono. Per Taipei significa avere meno opzioni, meno luoghi dove nascondersi e meno margini per ingannare l'avversario. Operare a est dell'isola consente inoltre a Pechino di studiare anche quelle acque e individuare i possibili rifugi dei sottomarini taiwanesi, un vantaggio che in caso di guerra complicherebbe non poco anche l'intervento delle forze americane.",
  "title": "Pechino stringe il cappio attorno a Taiwan: navi da guerra sorvegliano l'isola ogni giorno",
  "updatedAt": "2026-06-21T13:00:13.310Z"
}