{
  "$type": "site.standard.document",
  "bskyPostRef": {
    "cid": "bafyreiavhzeveyr5stajctybyfigsihlnev3hlgecwkfghuephaua3dnl4",
    "uri": "at://did:plc:4vo5n46sq5gnxtcbavk5o5mu/app.bsky.feed.post/3mnrvhcjlybf2"
  },
  "coverImage": {
    "$type": "blob",
    "ref": {
      "$link": "bafkreidsmahyqn3ypovwcmwfa62a2hjlrvpsy2ieoe755i5og3hjeg2wcu"
    },
    "mimeType": "image/jpeg",
    "size": 405824
  },
  "description": "Saranno rimossi oltre 900 sensori posizionati nell'Atlantico e nel Pacifico. Senza i dati americani, gli errori nella stima del riscaldamento degli oceani aumenterebbero del 163%",
  "path": "/lamministrazione-trump-smantella-la-piu-rete-di-sensori-oceanici/",
  "publishedAt": "2026-06-08T14:30:22.000Z",
  "site": "https://focusamerica.it",
  "tags": [
    "New York Times",
    "Le Monde",
    "Conversation"
  ],
  "textContent": "L'Amministrazione Trump ha deciso di smantellare la più avanzata rete di sensori oceanici al mondo, uno strumento che da dieci anni raccoglie dati essenziali per capire come si sta scaldando il pianeta e per prevedere uragani, alluvioni e cambiamenti delle correnti marine. La _National Science Foundation_ (NSF), l'agenzia federale che finanzia la ricerca scientifica, ha annunciato a fine maggio il ritiro di tutte le infrastrutture dell'_Ocean Observatories Initiative_ : oltre 900 strumenti posizionati nell'Atlantico e nel Pacifico, compresa una stazione cruciale nel mare di Irminger, tra Groenlandia e Islanda.\n\nLa rete, entrata in funzione nel 2016 dopo un investimento federale di 368 milioni di dollari, era stata progettata per operare almeno 25 anni. Ogni stazione è composta da boe ancorate al fondale marino che reggono lunghe file di sensori, capaci di misurare temperatura, salinità, correnti e condizioni chimiche e biologiche dell'acqua dalla superficie fino a migliaia di metri di profondità. Veicoli robotici telecomandati e alianti subacquei raccolgono e trasmettono i dati ai laboratori di ricerca. Lo smantellamento inizierà a giugno e durerà circa 15 mesi: le navi della NSF recupereranno gli strumenti al largo di Oregon, Washington, Alaska, North Carolina e nel mare di Irminger. I sensori sismici posizionati vicino a un vulcano sottomarino attivo al largo dell'Oregon continueranno a funzionare fino al 2028.\n\nIl costo annuale di gestione era di circa 48 milioni di dollari. L'amministrazione del presidente ha provato più volte a chiudere la rete, proponendo tagli dell'80% ai finanziamenti sia nel 2025 che nel 2026. In entrambi i casi il Congresso si è opposto e ha ripristinato i fondi. Ma la NSF è andata avanti comunque con lo smantellamento. Craig McLean, che è stato capo scienziato ad interim della _National Oceanic and Atmospheric Administration_ (_Noaa_) durante la prima presidenza Trump, ha detto al New York Times che la decisione \"riflette l'incapacità dell'attuale amministrazione di capire il valore e il merito scientifico\" e che \"smantellare un sistema del genere spinge gli Stati Uniti ancora una volta in fondo alla classe della leadership scientifica globale\".\n\nClima · Osservazione degli oceani\n\n# Gli Stati Uniti spengono la rete di _sorveglianza_ degli oceani\n\nLa National Science Foundation ritira oltre 900 sensori dall'Atlantico e dal Pacifico, una rete che da dieci anni misura il riscaldamento del pianeta. Costava 48 milioni di dollari l'anno. Senza i dati americani, gli errori del monitoraggio mondiale rischiano di crescere del 163%.\n\nRete: Ocean Observatories Initiative (NSF) Studio: Nature Climate Change · 22 maggio 2026\n\nDati prodotti dagli USA\n\n55%\n\nvs\n\nErrori senza i dati USA\n\n+163%\n\nQuota dei dati oceanici mondiali raccolta dagli strumenti americani\n\nAumento degli errori nel monitoraggio globale del calore degli oceani\n\nRitirare il solo contributo americano farebbe più danni della perdita casuale dell'80% di tutti i dati oceanici del mondo\n\nEsplora la vicenda\n\n1 La rete 2 L'impatto 3 A cosa serve 4 Le tappe\n\nL'infrastruttura\n\n### Una rete progettata per 25 anni, ma che sarà spenta solo dopo 10 anni\n\nEntrata in funzione nel 2016 dopo un investimento di 368 milioni di dollari, l'Ocean Observatories Initiative doveva operare fino al 2041. Lo smantellamento parte a giugno 2026 e durerà circa 15 mesi.\n\nVita operativa della rete 2016 – 2041\n\n10 anni di dati\n\n15 anni di osservazioni perdute\n\n2016 · avvio 2026 · smantellamento 2041 · fine inizialmente prevista\n\n900+\n\nStrumenti da recuperare dall'Atlantico e dal Pacifico\n\n368 mln $\n\nInvestimento statunitense iniziale per costruirla\n\n48 mln $\n\nCosto annuo di gestione dell'intera rete\n\n4 su 5\n\nArray di sensori che verranno smantellati\n\nL'Amministrazione Trump aveva già proposto tagli dell'80% nel 2025 e nel 2026: in entrambi i casi **il Congresso aveva ripristinato i fondi**. La NSF è andata avanti comunque con lo smantellamento.\n\nL'asimmetria\n\n### Perché perdere i dati americani acceca l'intero pianeta\n\nGli strumenti finanziati dagli Stati Uniti coprono tutti i bacini oceanici e colmano vuoti che nessun altro Paese è in grado di monitorare. Per questo la loro perdita pesa molto più di quanto suggerisca il loro numero a prima vista.\n\nQuota dei finanziamenti del sistema globale Goos\n\nStati Uniti · 55%\n\nResto del mondo · 45%\n\nStati Uniti · 55% Resto del mondo · 45%\n\nGli Stati Uniti finanziano da soli il 55% del Global Ocean Observing System e producono più della metà dei dati oceanici raccolti nel mondo.\n\n+163%\n\nÈ l'aumento degli errori nel monitoraggio del calore oceanico se sparissero i soli dati statunitensi: **un danno peggiore della perdita casuale dell'80% di tutti i dati mondiali**. Il motivo è geografico.\n\n20%\n\nErrore nello stimare la velocità del riscaldamento, senza i dati USA\n\n1,1 mld $\n\nCosto annuo complessivo del sistema globale di osservazione\n\n«La perdita delle sole osservazioni americane danneggerebbe il monitoraggio globale più della perdita casuale dell'80% di tutti i dati oceanici mondiali», ha detto **John Abraham** , coautore dello studio.\n\nCosa si perde\n\n### A cosa servono i dati che la rete smetterà di raccogliere\n\nMisurando temperatura, salinità, correnti e chimica dell'acqua dalla superficie fino a migliaia di metri di profondità, la rete alimenta previsioni e ricerche che vanno ben oltre il clima. Tocca una voce per i dettagli.\n\n1\n\nCorrente atlantica (Amoc)\n\nMare di Irminger · sensori a ~3.000 m\n\nLa stazione tra Groenlandia e Islanda sorveglia la grande corrente che porta acqua calda verso nord e mantiene mite il clima europeo. L'AMOC potrebbe indebolirsi con il riscaldamento globale, e un suo collasso avrebbe conseguenze meteorologiche pesantissime.\n\n2\n\nUragani e meteo estremo\n\nPrevisione dell'intensità delle tempeste\n\nI meteorologi usano i dati della rete per stimare la forza degli uragani e prevedere alluvioni e inondazioni costiere. Un oceano più caldo alimenta tempeste più intense.\n\n3\n\nModelli climatici\n\nCalibrazione sul lungo periodo\n\nLe serie temporali continue raccontano come l'oceano assorbe i gas serra e scambia calore con l'atmosfera, e permettono di correggere i modelli con cui si prevede il clima futuro.\n\n4\n\nEl Niño\n\nFenomeno atteso per l'estate\n\nI dati aiutano ad anticipare alcuni effetti di El Niño, il fenomeno climatico naturale che ridisegna piogge e temperature in mezzo mondo e che dovrebbe iniziare quest'estate.\n\n5\n\nPesca commerciale\n\nTemperatura, acidità, ossigeno\n\nLe boe al largo di Oregon e Washington misurano i parametri dell'acqua che guidano la gestione della pesca, un settore colpito dall'aumento delle temperature, dall'acidità e dal calo dell'ossigeno.\n\n6\n\nAssorbimento di CO₂\n\nLo scambio oceano-atmosfera\n\nL'oceano assorbe gran parte dell'anidride carbonica emessa dalle attività umane. Misurare questo scambio è essenziale per capire quanto del riscaldamento finisce nei mari, opachi ai satelliti.\n\nLa cronologia\n\n### Dal lancio allo smantellamento\n\nTocca un evento per i dettagli.\n\n2016\n\nLa rete entra in funzione\n\nDopo un investimento federale di 368 milioni di dollari, l'Ocean Observatories Initiative inizia a raccogliere dati in modo continuo. È progettata per durare almeno 25 anni.\n\n2025\n\nPrimo tentativo di chiusura\n\nL'Amministrazione Trump propone di tagliare l'80% dei finanziamenti alla rete. Il Congresso si oppone e ripristina i fondi.\n\n2026\n\nSecondo taglio proposto\n\nNuova proposta di taglio dell'80% dei finanziamenti nel bilancio. Anche stavolta il Congresso ripristina i fondi, ma la NSF procede comunque con i tagli.\n\n21 maggio 2026\n\nL'annuncio dello smantellamento\n\nLa NSF comunica il «descoping» della rete, vale a dire la rimozione di tutte le infrastrutture in acqua da quattro dei cinque array dispiegati.\n\n22 maggio 2026\n\nLo studio quantifica il danno\n\nSu Nature Climate Change, Trenberth, Abraham e Speich mostrano che senza i dati americani gli errori del monitoraggio globale crescerebbero del 163%.\n\nGiugno 2026\n\nIniziano i recuperi in mare\n\nLe navi della NSF cominciano a recuperare gli strumenti al largo di Oregon, Washington, Alaska, North Carolina e nel mare di Irminger. L'operazione durerà circa 15 mesi.\n\n2028\n\nSi fermano i sensori sismici\n\nGli ultimi a spegnersi sono i sensori vicino a un vulcano sottomarino attivo al largo dell'Oregon, che resteranno operativi fino al 2028.\n\nFonti New York Times, CNN, Le Monde, Scientific American · Studio: K. Trenberth, J. Abraham, S. Speich et al., «Nature Climate Change», 22 maggio 2026 · Rete: Ocean Observatories Initiative, National Science Foundation.\n\nI dati della rete servono a ricostruire come l'oceano assorbe i gas serra dall'atmosfera e come scambia calore con essa, a studiare gli ecosistemi marini e le ondate di calore marine, ad anticipare alcuni effetti di El Niño, il fenomeno climatico naturale che dovrebbe iniziare quest'estate, e a monitorare l'attività sismica e le inondazioni vicino alle coste americane. Servono anche a gestire la pesca commerciale, colpita dall'aumento delle temperature, dall'acidità dell'acqua e dalla diminuzione dell'ossigeno. \"Questi strumenti ci raccontano cosa cambia in superficie e nelle profondità degli oceani sul lungo periodo e ci permettono di correggere i nostri modelli climatici\", ha detto Sabrina Speich, oceanografa e climatologa dell'_École Normale Supérieure_ di Parigi, a Le Monde.\n\nLa stazione nel mare di Irminger è particolarmente importante per studiare l'evoluzione della circolazione meridiana di rovesciamento dell'Atlantico (Amoc), la grande corrente oceanica che trasporta acqua calda verso nord e contribuisce a mantenere un clima mite in Europa. L'Amoc potrebbe indebolirsi a causa delle emissioni di gas serra e un suo eventuale collasso avrebbe conseguenze meteorologiche molto pesanti. I sensori nel mare di Irminger, fissati al fondale a quasi tremila metri di profondità, fanno parte di una collaborazione scientifica internazionale. Hilary Palevsky, docente di scienze della terra e dell'ambiente al Boston College, ha usato per un decennio i dati di questi strumenti per studiare l'assorbimento di anidride carbonica da parte dell'oceano. Recuperare gli strumenti senza un piano per conservarli o continuare a raccogliere dati \"è molto affrettato\". \"Una delle vere tragedie è che raccogliere dati in modo efficace in questo sito è stata un'enorme sfida ingegneristica e c'è molta competenza che rischia di andare persa\".\n\nSabrina Speich, che presiede il comitato di esperti \"oceano\" del Sistema mondiale di osservazione del clima, un programma delle Nazioni Unite, ha definito lo smantellamento \"una perdita colossale di informazioni estremamente preziose, tanto più insostituibili perché l'oceano è totalmente opaco alle osservazioni satellitari\". \"Interromperemo una serie temporale di dieci anni\", ha aggiunto.\n\nLa NSF sostiene di non voler chiudere del tutto l'iniziativa ma solo ridurne la portata. \"Tutti i dati raccolti in precedenza resteranno accessibili\", ha detto una portavoce dell'agenzia a Le Monde. Michael England, un altro portavoce della NSF, ha dichiarato che la decisione \"è in linea con la strategia più ampia della NSF di avere un approccio più agile nel dare priorità alle priorità scientifiche in evoluzione e alle tecnologie emergenti\".\n\nLa rete smantellata è parte del _Global Ocean Observing System_ (Goos), il sistema mondiale di osservazione degli oceani che raccoglie dati in tutti i bacini oceanici grazie alla partecipazione di una decina di paesi. È una risorsa su cui si basano i meteorologi per prevedere l'intensità degli uragani, le flotte di pesca per pianificare le stagioni e le autorità marittime per garantire la sicurezza delle navi commerciali. Il costo annuale complessivo del Goos, considerando tutte le piattaforme e il personale nel mondo, è di circa 1,1 miliardi di dollari.\n\nGli Stati Uniti da soli forniscono il 55% dei finanziamenti del sistema globale e producono più della metà dei dati oceanici raccolti su scala mondiale, grazie alla loro presenza in tutti i bacini oceanici. Questa preminenza rende il sistema particolarmente vulnerabile alle decisioni prese a Washington. Secondo un'analisi pubblicata da Kevin Trenberth, illustre studioso del _National Center for Atmospheric Research_ , e dai suoi colleghi sulla Conversation, se il contributo americano venisse ritirato dal Goos gli errori nella stima del contenuto termico degli oceani aumenterebbero del 163%, un danno peggiore di quello che si avrebbe perdendo a caso l'80% di tutti i dati oceanici mondiali. Il motivo è geografico: gli strumenti americani coprono tutti i bacini oceanici e colmano lacune che nessun altro paese sta monitorando.\n\nUn altro tassello a rischio è il programma Argo, una rete di 3.500-4.000 galleggianti robotici che vanno alla deriva con le correnti in tutti i mari del mondo. Alcuni di questi strumenti scendono fino a 6.000 metri di profondità e misurano temperatura, salinità, pressione e parametri legati al ciclo del carbonio. L'amministrazione americana smetterà l'anno prossimo di schierare una parte dei galleggianti destinati a sostituire quelli che arrivano naturalmente a fine vita e altri programmi sono minacciati. I galleggianti Argo durano in media quattro o cinque anni prima che le batterie si esauriscano: vanno continuamente rimpiazzati per evitare che si creino buchi nella copertura degli oceani.\n\nLo studio pubblicato il 22 maggio sulla rivista _Nature Climate Change_ , arriva alle stesse conclusioni: la scomparsa delle sole osservazioni finanziate dagli Stati Uniti causerebbe un grave deterioramento della capacità di seguire il riscaldamento degli oceani, con un aumento del 163% degli errori nella stima del loro contenuto termico. John Abraham, coautore dello studio e docente all'Università di St. Thomas in Minnesota, ha detto che \"la perdita delle sole osservazioni americane danneggerebbe il monitoraggio globale più della perdita casuale dell'80% di tutti i dati oceanici mondiali\".\n\nDavid Ho, oceanografo dell'Università delle Hawaii, ha avvertito che gli effetti di queste decisioni potrebbero farsi sentire per decenni. \"Se l'amministrazione Trump procede a nuovi tagli al programma mondiale di osservazione dell'oceano, ci saranno conseguenze disastrose sulla nostra capacità di modellare con precisione il sistema climatico e i fenomeni meteorologici estremi, oltre che di fornire dati per la sicurezza marittima e la verifica a terra dei dati satellitari\".\n\nLa stazione al largo di Cape Hatteras, in North Carolina, raccoglieva dati sulle correnti costiere che influenzano il clima e la pesca commerciale lungo la costa orientale degli Stati Uniti. Mike Muglia, docente di studi costieri alla East Carolina University, usava quei dati per studiare onde, correnti e vita marina in un sito di test per le energie rinnovabili marine finanziato dal Dipartimento dell'Energia. Le boe al largo di Newport in Oregon e di Grays Harbor nello Stato di Washington misuravano temperatura, acidità e contenuto di ossigeno, dati essenziali per prevedere i cambiamenti ambientali legati al clima e la salute dell'industria della pesca della regione.\n\nTrenberth e i suoi coautori avvertono che ricostruire il sistema, una volta smantellato, sarebbe molto più difficile e costoso che mantenerlo in funzione. E nel frattempo il mondo rischierebbe di restare cieco di fronte alla trasformazione più importante del clima planetario nella storia umana.",
  "title": "L'amministrazione Trump smantella la rete più avanzata di sensori oceanici",
  "updatedAt": "2026-06-08T14:30:23.012Z"
}