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  "description": "Il calo del 5,5% è il peggiore in vent'anni, pandemia esclusa. A pesare sono in particolare le politiche e la retorica di Trump, con i canadesi in prima linea tra chi rinuncia al viaggio nel Paese vicino.",
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  "publishedAt": "2026-06-04T12:30:35.000Z",
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  "textContent": "Nel 2025 gli Stati Uniti hanno accolto quattro milioni di visitatori stranieri in meno rispetto all'anno precedente. È il primo vero calo su base annua dalla pandemia di Covid-19, e la flessione è stata persino più marcata di quella registrata durante la recessione globale del 2008. Questa volta, però, a pesare non sono stati né un'emergenza sanitaria né un crollo dei mercati, ma una combinazione di scelte politiche, retorica ostile e ostacoli amministrativi.\n\nI dati completi dell'anno indicano una contrazione del 5,5% del turismo internazionale, la peggiore in due decenni con la sola eccezione del 2020. Chi è arrivato negli Stati Uniti ha speso di più a testa, ma il calo degli arrivi ha comunque ridotto la spesa complessiva di 8,4 miliardi di dollari rispetto all'anno precedente, secondo il _World Travel and Tourism Council_. La società di analisi _Tourism Economics_ stima un danno ancora più ampio: fino a 25 miliardi di dollari in meno rispetto a quanto il settore avrebbe generato se avesse continuato a crescere come previsto.\n\nIl declino americano è un'anomalia. Nel 2025 ottanta milioni di persone in più hanno viaggiato all'estero rispetto all'anno precedente, ma hanno scelto altre destinazioni, ha scritto il _World Travel and Tourism Council_ nel suo comunicato di aprile. A trascinare il calo sono stati soprattutto i canadesi. Le presenze sono diminuite anche da Germania, India, Francia, Cile, Australia e Cina, ma la parte più consistente della flessione arriva dai vicini canadesi che hanno smesso di attraversare il confine. In controtendenza il Messico, con un milione di visitatori in più rispetto al 2024.\n\nStati Uniti · Turismo internazionale 2025\n\n# Il mondo viaggia di più, ma _evita_ l'America\n\nNel 2025 gli arrivi internazionali negli Stati Uniti sono calati del 5,5%: quattro milioni di visitatori in meno e la prima vera flessione dalla pandemia. A trainare il crollo sono stati soprattutto i canadesi.\n\nNational Travel and Tourism Office World Travel and Tourism Council · Tourism Economics\n\nNel mondo\n\n+80mln\n\nvs\n\nNegli Stati Uniti\n\n−4mln\n\nViaggiatori internazionali in più nel 2025\n\nVisitatori stranieri in meno rispetto al 2024\n\nMentre il turismo globale cresce come mai prima, gli Stati Uniti segnano un −5,5%: il calo peggiore in vent'anni, esclusa la pandemia.\n\nEsplora i dati\n\n1L'anomalia 2I Paesi 3Il conto 4Le cause\n\nLa prima inversione dal 2020\n\n### Dopo quattro anni di recupero, gli arrivi di turisti negli Stati Uniti tornano a scendere\n\nVisitatori internazionali negli Stati Uniti, in milioni. Il crollo della pandemia, la lenta risalita e poi la frenata del 2025: la flessione è più profonda di quella della recessione del 2008.\n\n79,4\n\n19,2\n\n22,1\n\n50,9\n\n66,5\n\n72,3\n\n−5,5%\n\n68,3\n\n2019\n\n2020\n\n2021\n\n2022\n\n2023\n\n2024\n\n2025\n\nMilioni di visitatori internazionali · Fonte: National Travel and Tourism Office\n\nÈ la **prima flessione su base annua dalla pandemia** e la peggiore in due decenni, con la sola eccezione del 2020. Stavolta, però, non c'è stata né un'emergenza sanitaria né un crollo dei mercati.\n\nChi ha smesso di arrivare\n\n### Quasi tutto il calo netto ha un solo nome: Canada\n\nVariazione degli arrivi negli Stati Uniti nel 2025 rispetto al 2024, tra i principali Paesi di provenienza.\n\n−4 mln\n\nI visitatori canadesi in meno: da soli spiegano in pratica l'intera flessione. Secondo i dati di telefonia mobile di Cuebiq, nelle grandi città americane il calo arriva fino al **42%**.\n\nIn calo In crescita\n\nCanada\n\n−20,9%\n\nGermania\n\n−11,3%\n\nMessico\n\n+6,4%\n\nArgentina\n\n+14,9%\n\nIsraele\n\n+15,6%\n\nIn calo anche **Francia, India, Australia, Cile e Cina**. Il Messico è l'unica grande controtendenza, con circa un milione di visitatori in più. Tra i Paesi del Golfo e i mercati emergenti, invece, gli arrivi crescono.\n\nIl prezzo del disincanto\n\n### Un buco di miliardi di dollari in un settore che era in attivo\n\nChi è arrivato ha speso di più a testa, ma il calo degli arrivi ha comunque ridotto la spesa complessiva. E ha capovolto la bilancia.\n\nIl paradosso del 2025\n\nPer la prima volta gli americani spendono di più viaggiando all'estero di quanto i turisti stranieri spendano **negli Stati Uniti**.\n\n−8,4 mld $\n\nSpesa dei turisti stranieri persa in un anno (World Travel and Tourism Council)\n\n−25 mld $\n\nFino a tanto il mancato giro d'affari rispetto alla crescita attesa (Tourism Economics)\n\n92% → 89%\n\nL'occupazione delle camere degli alberghi a Walt Disney World, in Florida\n\nFlorida\n\nLo Stato che ha pagato la quota più pesante della perdita di turisti\n\nUn Paese a un bivio\n\n### Non un'emergenza, ma una somma di scelte\n\nEravamo un Paese che gli altri volevano imitare. Quella narrazione non esiste più.\n\nJuliette Kayyem · Harvard Kennedy School, analista CNN\n\nCosa ha pesato\n\nRetorica e immagine\n\nIl soft power americano si indebolisce: dall'estero si percepisce un Paese più ostile.\n\nTassa sui visti\n\nL'incertezza su una tassa da 250 dollari, proposta ma non ancora in vigore.\n\nTagli a Brand USA\n\nTolti i fondi all'unica agenzia che promuove il turismo americano all'estero.\n\nGuerra in Iran\n\nLo spazio aereo chiuso in Medio Oriente complica i voli: gli arrivi dall'India attesi a oltre −4%.\n\nCosa aspettarsi\n\n2029\n\nL'anno in cui gli arrivi torneranno ai livelli precedenti alla pandemia\n\n≈1 mln\n\nVisitatori attesi per i Mondiali: la FIFA sperava in 100 Super Bowl, saranno circa 10\n\nFonti National Travel and Tourism Office (ITA), World Travel and Tourism Council, Tourism Economics, Cuebiq, CNN. Dati 2025 sugli arrivi internazionali; i visitatori sono definiti come pernottanti con visto qualificato, per Paese di residenza.\n\n### **Retorica politica, visti e dazi: il costo del disincanto**\n\nDietro la disaffezione ci sono in particolare la retorica e le politiche del presidente Trump. Juliette Kayyem, direttrice dell'_Homeland Security Project_ alla _Harvard Kennedy School_ e analista senior della _CNN_ per la sicurezza nazionale, ha spiegato che la forza diplomatica degli Stati Uniti, il cosiddetto _soft power_ , si sta indebolendo. \"Eravamo un Paese che gli altri volevano imitare. Quella narrazione non esiste più\", ha dichiarato. Secondo Kayyem, chi guarda oggi gli Stati Uniti dall'estero vede \"un governo disfunzionale, i raid dell'ICE, americani uccisi, criminalità ovunque\". Il danno di lungo periodo, ha aggiunto, è che il mondo finirà per conoscere l'America solo come \"una democrazia che vacilla\".\n\nA pesare ci sono però anche ostacoli concreti: l'incertezza su una proposta tassa da 250 dollari sui visti, l'aumento dei prezzi del carburante per aerei legato alla guerra in Iran e il taglio dei fondi a _Brand USA_ , l'unica organizzazione americana incaricata di promuovere il turismo verso il pubblico straniero. Alla Camera e al Senato sono stati presentati progetti di legge per ripristinare i finanziamenti, ma nessuno dei due è avanzato. Adam Sacks, presidente di _Tourism Economics_ , ha definito tasse d'ingresso e guerre dei dazi misure che sembrano produrre entrate sulla carta, ma che alla fine rischiano di costare molto di più.\n\nLa confusione è diventata tale che _Brand USA_ ha lanciato una campagna per ricostruire la fiducia dei viaggiatori, chiarendo per esempio che la tassa sui visti non è ancora in vigore e che la proposta dell'Amministrazione Trump di raccogliere cinque anni di cronologia social da alcuni visitatori non è una norma in vigore.\n\nA pagare il prezzo sono soprattutto alcune destinazioni. La Florida ha registrato la quota più pesante della perdita complessiva di turisti stranieri, ha detto Sacks. Anche _Walt Disney World_ , che si trova vicino a Orlando nel cuore dello Stato, ne ha risentito. Nell'ultima presentazione dei conti trimestrali, i dirigenti hanno riferito un calo dell'1% delle presenze nei parchi americani, dovuto in parte alla debolezza delle visite dall'estero, e un'occupazione degli alberghi scesa dal 92% all'89%.\n\n### **Mondiali in arrivo, ma la ripresa resta fragile**\n\nQualche segnale di recupero esiste. I viaggi dei canadesi verso gli Stati Uniti in automobile sono cresciuti del 5,8% ad aprile rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, il primo aumento in oltre un anno, mentre gli spostamenti in aereo restano in calo, secondo _Statistics Canada_. La ripresa, però, resta lenta. I viaggi dall'estero, esclusi Canada e Messico, sono scesi di un ulteriore 4,3% fino ad aprile, ha indicato Sacks, e la guerra in Iran ha frenato il recupero. Volare dall'India agli Stati Uniti, per esempio, è diventato molto più difficile a causa delle limitazioni allo spazio aereo in Medio Oriente, tanto che i visitatori indiani sono attesi in calo di oltre il 4%.\n\nSacks ha sottolineato un paradosso: l'obiettivo dichiarato di Washington è migliorare la bilancia commerciale, ma l'unico settore in cui storicamente gli Stati Uniti sono stati in attivo è proprio quello dei viaggi. Dal 2025 non è più così: oggi gli americani spendono di più viaggiando all'estero di quanto i visitatori stranieri spendano negli Stati Uniti. Secondo le proiezioni del _National Travel and Tourism Office_ , gli arrivi internazionali non torneranno ai livelli precedenti alla pandemia prima del 2029, un decennio dopo.\n\nUn sostegno potrebbe arrivare sicuramente dai Mondiali di calcio, che quest'anno dovrebbero portare circa un milione di visitatori. Sacks ha però precisato che la FIFA si aspettava un afflusso pari a cento _Super Bowl_ , mentre il risultato sarà più vicino a dieci: troppo poco per compensare le perdite del 2025. Per uscirne, ha concluso, servono pieni fondi a _Brand USA_ , toni più morbidi verso gli alleati e la capacità di rimuovere gli ostacoli che il Paese si è creato da solo.",
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