Un accordo sull'energia al Congresso sta saltando a causa di Trump
Focus America
May 24, 2026
La riforma delle autorizzazioni per i nuovi progetti energetici è una delle priorità legislative su cui democratici e repubblicani al Congresso degli Stati Uniti hanno trovato un terreno comune. Secondo un articolo pubblicato da Politico, l'intesa rischia però di saltare a causa degli attacchi del presidente Donald Trump alle energie rinnovabili, che stanno facendo evaporare i numeri necessari per approvare la legge.
Un accordo sulle autorizzazioni servirebbe a ridurre la burocrazia per i progetti sia di energie rinnovabili sia di combustibili fossili, limitare le cause delle associazioni ambientaliste e rafforzare la rete elettrica nazionale, oggi sotto pressione per l'aumento di domanda e prezzi.
Al Senato i negoziati sono guidati da quattro parlamentari. Per i democratici lavorano Sheldon Whitehouse e Martin Heinrich. Per i repubblicani la presidente della commissione Ambiente e Lavori Pubblici Shelley Moore Capito, del West Virginia, e il presidente della commissione Energia e Risorse Naturali Mike Lee, dello Utah. Lunedì i quattro si sono incontrati a una cena organizzata dal senatore democratico del Colorado John Hickenlooper, anche lui sostenitore della riforma.
Il problema è che l'amministrazione Trump continua a colpire l'eolico e il solare. Secondo le associazioni di settore citate dall'articolo, il dipartimento della Difesa sta tenendo fermi da mesi i pareri sulla sicurezza nazionale per oltre cento progetti terrestri in tutto il paese. La Casa Bianca sta inoltre lavorando contro l'eolico in mare aperto. A inizio mese il segretario all'Interno Doug Burgum ha annunciato che il suo dipartimento farà ricorso contro una sentenza che gli vietava un controllo più stringente sui progetti di rinnovabili. Lo stesso Burgum aveva però dichiarato in un'audizione di aprile che "questo è il momento" per la riforma delle autorizzazioni.
La diffidenza dei democratici è il principale ostacolo. Whitehouse ha dichiarato a Politico che il suo partito voterà nel gruppo parlamentare prima di muoversi su qualsiasi disegno di legge: "Se nessuno del nostro gruppo crede che l'amministrazione Trump sia affidabile, allora buona fortuna a chiudere la trattativa". Il senatore democratico delle Hawaii Brian Schatz, membro della leadership del partito al Senato, ha aggiunto di essere "più che aperto a un accordo", ma di non poter raccogliere i voti per nessuna legge finché la Casa Bianca non smetterà di "fare violenza" ai progetti solari ed eolici.
La Casa Bianca ha provato a tenere aperto il dialogo. La portavoce Taylor Rogers ha dichiarato che il presidente ha realizzato "riforme straordinarie" per modernizzare il processo autorizzativo, ma servono interventi legislativi per sbloccare i progetti energetici critici. Anche i repubblicani che stanno conducendo i negoziati ammettono però che gli attacchi del presidente alle rinnovabili rendono il loro lavoro più difficile, e si chiedono quanto la Casa Bianca sia davvero impegnata a chiudere un'intesa.
Trump potrebbe non gradire una legge che gli leghi le mani sulle rinnovabili. Lo scorso anno alla Camera un gruppo di deputati conservatori e contrari all'eolico in mare aperto aveva ostacolato un disegno di legge sulle autorizzazioni proprio per consentire al presidente di continuare a colpire questo settore. Lo "SPEED Act" del presidente della commissione Risorse Naturali della Camera Bruce Westerman, dell'Arkansas, è poi passato con alcune modifiche, ma una clausola di certezza delle autorizzazioni resta un obiettivo per entrambi i partiti.
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