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Apre il fuoco contro un posto di blocco della Casa Bianca, ucciso dal Secret Service

Focus America May 24, 2026
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Un ventunenne americano si è avvicinato sabato sera a un posto di blocco del Secret Service nei pressi della Casa Bianca, ha estratto una rivoltella dalla borsa e ha aperto il fuoco contro gli agenti. I poliziotti della Uniformed Division hanno risposto immediatamente, ferendolo gravemente. L'uomo è morto poco dopo al George Washington University Hospital. Un passante è rimasto colpito durante lo scambio di colpi e versa in condizioni serie. Nessun agente è stato ferito.

La sparatoria è avvenuta poco dopo le 18 ora locale all'incrocio tra la 17ª strada e Pennsylvania Avenue, nell'angolo nord-occidentale del complesso presidenziale. Sono stati sparati tra i venti e i trenta colpi. Il rumore ha raggiunto la North Lawn della Casa Bianca, dove diversi corrispondenti si stavano preparando per le riprese serali. Le immagini girate da una giornalista di ABC News e da un collega della CBS mostrano gli operatori che si gettano a terra mentre risuonano le detonazioni. La Casa Bianca è stata posta sotto chiusura precauzionale per circa un'ora, prima che le restrizioni venissero rimosse alla conferma della morte dell'aggressore.

Il presidente Donald Trump era nell'edificio al momento della sparatoria e stava trascorrendo il fine settimana festivo nella residenza, impegnato a negoziare un accordo di pace per chiudere la guerra con l'Iran. È stato informato dell'accaduto ma non è rimasto coinvolto. In un messaggio pubblicato sui social media nella notte ha ringraziato gli agenti del Secret Service, definendo l'aggressore una persona con "una storia violenta" e una "possibile ossessione" per la Casa Bianca. Trump ha colto l'occasione per rilanciare la sua proposta di costruire una nuova sala da ballo e di ampliare le strutture di sicurezza del complesso, parlando della necessità dello "spazio più sicuro mai costruito a Washington".

L'attentatore è stato identificato come Nasire Best, ventun anni, originario di una località non precisata dell'area metropolitana di Washington in Maryland. Viveva nella capitale federale da circa diciotto mesi ed era già noto al Secret Service e alla polizia metropolitana del Distretto di Columbia per precedenti tentativi di entrare nel complesso presidenziale. Secondo il New York Times, nel giugno del 2025 era stato sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio dopo aver bloccato l'ingresso veicolare sul lato est della Casa Bianca, dicendo agli agenti di essere Gesù Cristo e di voler essere arrestato.

Un mese dopo, nel luglio 2025, Best era stato fermato per essersi introdotto in una zona riservata del perimetro della Casa Bianca ignorando i segnali e i comandi di alt. L'affidavit depositato presso la Superior Court del Distretto di Columbia segnala che il giovane era già noto al personale del Secret Service "per i giri intorno al complesso con domande su come accedervi dai vari ingressi". Un giudice aveva emesso un'ordinanza che gli vietava di avvicinarsi all'area. Dopo che Best non si era presentato all'udienza di agosto, era stato spiccato un mandato di cattura.

Cinque alti funzionari delle forze dell'ordine hanno attribuito il comportamento dell'uomo a problemi di salute mentale. La CNN ha riferito che i profili social riconducibili a Best ribadivano la sua pretesa di essere il figlio di Dio e contenevano minacce di violenza nei confronti di Trump. Il movente dell'attacco resta formalmente sotto indagine. L'FBI , guidato da Kash Patel, sta affiancando il Secret Service nelle verifiche insieme all'ATF , l'agenzia federale che si occupa di armi da fuoco ed esplosivi.

L'episodio è il terzo in poco più di un mese a coinvolgere persone armate nelle vicinanze di figure apicali dell'amministrazione. Il 25 aprile un uomo californiano armato di un fucile a pompa, una pistola e diversi coltelli aveva superato un posto di controllo all'ingresso della sala in cui si stava tenendo la cena annuale dell'Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca, dove Trump doveva intervenire, prima di essere bloccato dagli agenti. Il 4 maggio un uomo del Texas era stato ferito in uno scambio di colpi con il Secret Service nei pressi del Washington Monument: agli agenti avrebbe poi rivolto frasi volgari sulla Casa Bianca mentre veniva trasportato in ambulanza.

Il presidente del Senato John Thune e lo speaker della Camera Mike Johnson hanno entrambi ringraziato il Secret Service per la rapidità della reazione, sostenendo che l'intervento ha evitato conseguenze più gravi per il presidente e per chi si trovava nei dintorni del complesso. La corrispondente di Al Jazeera Kimberly Halkett ha osservato che simili episodi si stanno verificando con frequenza crescente nei pressi delle sedi del potere federale.

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