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  "description": "Il dipartimento di Giustizia americano ha incriminato l'ex presidente cubano per l'abbattimento di due aerei di esuli nel 1996. Strategia simile a quella usata contro Maduro.",
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  "publishedAt": "2026-05-23T14:30:36.000Z",
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    "Economist"
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  "textContent": "Il dipartimento di Giustizia americano ha incriminato il 20 maggio Raúl Castro, 94 anni, storico leader del partito comunista cubano e fratello del defunto Fidel. L'accusa è di avere ordinato nel 1996 l'abbattimento di due aerei pilotati da membri di _Brothers to the Rescue_ , gruppo di esuli con base a Miami, costato la vita a quattro persone. All'epoca Castro era ministro della Difesa. Divenne poi presidente e primo segretario del partito comunista, ritirandosi formalmente nel 2021. Resta tuttavia il leader di fatto dell'isola e nessuna decisione importante può essere presa senza il suo via libera.\n\nL'incriminazione si inserisce in una strategia più ampia che ricalca quella adottata contro il regime venezuelano. Pochi mesi fa il presidente Donald Trump è riuscito a catturare Nicolás Maduro, ora detenuto in una cella di Brooklyn. Pochi ritenevano possibile arrivare allo stesso esito anche per Castro, ma l'apertura del fascicolo giudiziario a Miami rende lo scenario meno remoto. L'amministrazione americana aveva definito il blitz contro Maduro una operazione di applicazione della legge; ora sostiene che Cuba, a soli 145 chilometri dalla Florida, rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale per la sua condizione di Stato fallito, il sostegno a Cina e Russia e il flusso di migranti verso gli Stati Uniti.\n\nI voli di ricognizione americani sull'isola sono aumentati e i pianificatori militari stanno valutando diverse opzioni, da attacchi mirati a interventi più ampi. L'escalation segue mesi di pressione coercitiva. Dopo aver rimosso Maduro, Washington ha bloccato le forniture di carburante a Cuba e ha spinto i paesi della regione a interrompere i flussi di valuta forte verso l'Avana. Il governo cubano ha risposto con concessioni limitate, autorizzando le imprese private a importare carburante e promettendo di permettere ai cubani residenti all'estero di investire sull'isola.\n\nIl 7 maggio l'_Office of Foreign Assets Control_ del Tesoro americano ha imposto sanzioni a _Gaesa_ , il conglomerato controllato dai militari che gestisce gran parte dell'economia cubana ed è considerato l'azienda di famiglia dei Castro. Il segretario di Stato Marco Rubio, cubano-americano, lo ha definito \"il cuore del sistema cleptocratico comunista cubano\". Una settimana più tardi il direttore della _Central Intelligence Agency_ , John Ratcliffe, è volato all'Avana per incontrare Raúl Guillermo Rodríguez Castro, nipote di Raúl. Ratcliffe ha avvertito che il tempo per \"cambiamenti fondamentali\" sta finendo e ha proposto un pacchetto di aiuti da 100 milioni di dollari, da distribuire in coordinamento con la chiesa cattolica.\n\nL'incontro è andato male. Il 18 maggio l'OFAC ha colpito con nuove sanzioni una larga parte dell'apparato politico e securitario cubano, inclusi i servizi segreti. Gli obiettivi dichiarati dell'amministrazione americana sono riforme economiche, rilascio dei prigionieri politici e compensazione per le proprietà espropriate. Anche se non lo dichiarano pubblicamente, Trump e Rubio puntano probabilmente a obiettivi più radicali: lo smantellamento di _Gaesa_ e una transizione democratica. Il 14 maggio Rubio ha indurito i toni: \"Non credo che potremo cambiare la traiettoria di Cuba finché queste persone sono al comando del regime\".\n\nUna operazione su modello venezuelano potrebbe apparire eccessiva. L'immagine di un uomo di 94 anni in manette difficilmente avrebbe lo stesso impatto sull'opinione pubblica americana che ha avuto quella di Maduro. Manca inoltre una persona disponibile a prendere il posto di Castro e a cooperare con gli americani, come c'era nel caso venezuelano. Il nipote di Castro è un custode del sistema, non un successore naturale.\n\nI cubani non escludono la possibilità del primo intervento militare americano sull'isola dopo sessant'anni. Il regime sembra alimentare il timore: i civili ricevono addestramento militare e le forze armate distribuiscono volantini con istruzioni su come prepararsi alla guerra. Il 18 maggio il presidente Miguel Díaz-Canel ha avvertito che un attacco produrrebbe \"un bagno di sangue di proporzioni incalcolabili\".\n\nLa data dell'incriminazione di Castro è simbolica: il 20 maggio è l'anniversario dell'indipendenza cubana, celebrato dalla comunità di esuli a Miami che da tempo chiede a Trump una linea più dura. L'amministrazione potrebbe usare il fascicolo giudiziario anche come leva nei negoziati. Ric Herrero del _Cuba Study Group_ di Washington, che da sempre favorisce il dialogo con l'Avana, ha dichiarato all'Economist che \"il governo è del tutto incapace di cambiare rotta o di attuare riforme per uscire dal buco in cui si trova\".\n\nLa situazione economica cubana è insostenibile. I ricavi di _Gaesa_ valgono oltre tre volte il bilancio statale e il conglomerato controlla fino a 20 miliardi di dollari in attività illecite. Le aziende straniere hanno tempo fino al 5 giugno per chiudere i rapporti con _Gaesa_ o con qualsiasi società da essa controllata. _Hapag-Lloyd_ , tedesca, e _CMA CGM_ , francese, le due grandi compagnie di navigazione occidentali che operavano con Cuba, hanno smesso di accettare ordini legati all'isola in attesa di valutare i rischi.\n\nIn un paese che importa circa il 70% del cibo le conseguenze potrebbero essere devastanti. Il ministro dell'Energia cubano ha già ammesso che l'isola ha esaurito le scorte di gasolio e olio combustibile per le centrali elettriche. I blackout all'Avana durano fino a 22 ore al giorno e i servizi pubblici sono al collasso. Il 13 maggio la polizia ha disperso manifestanti scesi in piazza all'Avana contro l'assenza di elettricità. L'organizzazione _Prisoners Defenders_ , con sede a Madrid, conta un numero record di 1.260 prigionieri politici. Pedro Monreal, economista cubano residente a Madrid, stima che l'economia possa contrarsi del 15% quest'anno.\n\nIl regime sostiene di stare valutando l'offerta di aiuti americani. Accettarla significherebbe ammettere il proprio fallimento; rifiutarla rischia di alimentare ulteriori proteste man mano che caldo, fame e blackout peggiorano. In entrambi i casi il governo cubano si trova senza margini per dire no a Washington.",
  "title": "Trump alza ancora la pressione su Cuba",
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