Trump rinvia all'ultimo l'ordine esecutivo sulla sicurezza dell'intelligenza artificiale
Il presidente Donald Trump ha rinviato all'ultimo momento la firma di un ordine esecutivo molto atteso sull'intelligenza artificiale e la sicurezza informatica, dopo le obiezioni del suo consigliere per l'IA David Sacks e di alcuni dirigenti del settore tecnologico. La cerimonia era prevista per giovedì pomeriggio alla Casa Bianca con la presenza dei vertici delle principali aziende di intelligenza artificiale.
"Non mi piacevano certi aspetti, l'ho rinviato", ha dichiarato il presidente ai giornalisti nello Studio Ovale. Ha aggiunto che il provvedimento avrebbe potuto rappresentare "un ostacolo" alla leadership tecnologica statunitense: "Stiamo battendo la Cina, stiamo battendo tutti, e non voglio fare nulla che possa intralciare questo vantaggio".
L'ordine avrebbe istituito un quadro volontario per la condivisione dei modelli più avanzati con il governo statunitense prima del lancio pubblico. Una bozza prevedeva un periodo di valutazione fino a 90 giorni, mentre alcune imprese avrebbero preferito tempi più brevi, intorno ai 14 giorni. L'obiettivo era permettere al governo di individuare vulnerabilità di sicurezza nei nuovi sistemi e correggere i problemi nelle infrastrutture critiche come banche, utility e altri settori sensibili prima che potessero essere sfruttate.
Secondo quanto riportato per primo da Axios, prima della firma il presidente si era confrontato con Sacks e con esponenti dell'industria. Una fonte sentita dal sito ha spiegato che Trump "semplicemente odia le regole" e che Sacks ha condiviso la stessa avversione, definendo l'intero provvedimento "inutile" e "qualcosa che volevano solo i catastrofisti". Tra mercoledì sera e giovedì mattina hanno parlato con il presidente anche Mark Zuckerberg di Meta ed Elon Musk di xAI.
Il testo era diviso in due sezioni. La prima riguardava i cosiddetti "modelli di frontiera coperti", cioè i sistemi più potenti che sarebbero stati sottoposti alla revisione preventiva del governo. La seconda istituiva una sorta di sportello unico sulla sicurezza informatica, gestito dal dipartimento del Tesoro insieme ad altre agenzie e alle aziende di IA, per identificare e correggere le vulnerabilità nei modelli non ancora rilasciati. Era previsto anche un rafforzamento della US Tech Force, il corpo di ingegneri reclutato per modernizzare i sistemi informatici federali.
Una fonte del settore ha contestato ad Axios il ruolo guida assegnato al Tesoro, ricordando che le revisioni di sicurezza informatica sono tradizionalmente di competenza della Cybersecurity and Infrastructure Security Agency e del National Institute of Standards and Technology. "Non è chiaro, obiettivamente, perché il Tesoro sia coinvolto e quale sia la sua competenza specifica in questo ambito", ha detto la fonte.
L'iniziativa era nata dopo la presentazione di Mythos, il nuovo modello dell'azienda Anthropic capace di individuare vulnerabilità nei software a una velocità senza precedenti. L'azienda non ha rilasciato pubblicamente il sistema e lo sta fornendo a un gruppo ristretto di imprese attraverso il programma Project Glasswing. Anche OpenAI ha annunciato l'accesso anticipato ai propri modelli più recenti per aiutare aziende e governi a rafforzare le difese informatiche. La preoccupazione dell'amministrazione è che sistemi futuri possano trovare falle sfruttabili da paesi nemici.
Sul provvedimento si sono scontrate due anime della base trumpiana. Da un lato gli attivisti del movimento MAGA, tra cui l'ex consigliere Steve Bannon e l'organizzatrice politica Amy Kremer, che chiedevano alla Casa Bianca di rendere obbligatoria la sottoposizione dei modelli più potenti ai test di sicurezza governativi. Dall'altro i sostenitori dell'industria tecnologica, come il venture capitalist Marc Andreessen e lo stesso Sacks, contrari a qualsiasi requisito vincolante. Sacks, principale funzionario di Trump per l'IA fino a marzo, oggi co-presiede il comitato consultivo presidenziale sulla tecnologia.
L'ordine era stato preparato nell'ultimo mese dal capo di gabinetto Susie Wiles, dal consigliere per la scienza e la tecnologia Michael Kratsios, dal suo vice Walker Barrett e dal direttore nazionale per la cibersicurezza Sean Cairncross, con il contributo delle aziende di IA. Le imprese più grandi, tra cui OpenAI e Anthropic, hanno seguito direttamente le discussioni con la Casa Bianca.
Secondo il New York Times, la cancellazione ha colto di sorpresa anche i dirigenti delle aziende di IA, alcuni dei quali erano in volo verso Washington quando è arrivata la decisione. La Casa Bianca aveva invitato i vertici di OpenAI, Google, Anthropic, Meta e Microsoft soltanto ventiquattro ore prima dell'evento. Diverse imprese, di fronte all'indisponibilità degli amministratori delegati, avevano deciso di mandare altri dirigenti, una scelta che avrebbe contrariato il presidente.
Test volontari dei modelli di IA da parte del governo federale esistono già da alcuni anni: aziende come OpenAI e Anthropic sottopongono i propri prodotti al Center for AI Standards and Innovation del dipartimento del Commercio. A maggio il dipartimento aveva annunciato accordi simili con Google, xAI e Microsoft, ma i dettagli sono successivamente scomparsi dal sito istituzionale senza una spiegazione ufficiale.
Resta da capire se e quando l'ordine verrà firmato e se nel frattempo subirà modifiche. Per ora ha prevalso la linea di chi nell'amministrazione spinge per un approccio liberista all'intelligenza artificiale, mentre l'Ufficio del direttore nazionale per la cibersicurezza, secondo fonti sentite da Axios, starebbe lavorando ad altre iniziative sulla sicurezza dei modelli avanzati.
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