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"description": "La nuova Guida Suprema iraniana ha ordinato che le scorte di uranio quasi pronto per uso militare restino nel Paese. Una decisione che complica la trattativa con Washington e irrigidisce lo scontro con Israele.",
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"publishedAt": "2026-05-22T08:30:15.000Z",
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"textContent": "La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha ordinato che le scorte di uranio quasi pronto per uso militare non lascino il Paese. La nuova direttiva irrigidisce la posizione di Teheran su una delle richieste chiave degli Stati Uniti e rischia di complicare seriamente i negoziati in corso per porre fine alla guerra con Washington e Tel Aviv. Lo riferisce _Reuters_ , citando due alte fonti iraniane.\n\n\"La direttiva della Guida Suprema, e il consenso all'interno dell'establishment, è che le scorte di uranio arricchito non debbano lasciare il Paese\", ha detto a _Reuters_ una delle due fonti, parlando in forma anonima per la delicatezza del tema. I vertici politici e militari di Teheran ritengono che inviare il materiale all'estero renderebbe il Paese più vulnerabile a futuri attacchi di Stati Uniti e Israele. Teheran sostiene ufficialmente che una parte dell'uranio altamente arricchito serva a scopi medici e a un reattore di ricerca nella capitale, che opera con piccole quantità di uranio arricchito intorno al 20%.\n\nSecondo alcuni funzionari israeliani citati dalla stessa agenzia, il presidente Donald Trump aveva assicurato a Israele che lo stock iraniano di uranio altamente arricchito sarebbe stato trasferito fuori dal territorio iraniano. Ogni accordo di pace, secondo questa linea, avrebbe dovuto contenere una clausola esplicita in tal senso. Anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che non considererà conclusa la guerra finché l'uranio arricchito non sarà del tutto rimosso, Teheran non interromperà il sostegno alle milizie alleate e le sue capacità missilistiche balistiche non saranno eliminate.\n\nL'uranio che blocca la pace — FocusAmerica\n\nGuerra USA-Iran · Il nodo del negoziato\n\n# L'uranio che _blocca_ la pace\n\nMojtaba Khamenei ordina che le scorte di uranio arricchito non lascino il Paese. È la richiesta principale di Washington e Tel Aviv per chiudere la guerra. Su questo punto i negoziati sono bloccati.\n\nFocusAmerica · Analisi geopolitica Fonti: Reuters, CNN, AIEA\n\nUranio arricchito al 60% — stima AIEA\n\n440,9kg\n\nLo stock di uranio arricchito iraniano che esisteva **prima dei raid del giugno 2025**. Non si sa quanto sia sopravvissuto agli attacchi americani e israeliani: la maggior parte resta probabilmente sepolta nelle gallerie dei siti nucleari.\n\n~200\n\nkg a Isfahan\n\n2\n\nimpianti a Natanz\n\n?\n\nresto disperso\n\nEsplora il dossier\n\n1 L'uranio 2 Le posizioni 3 Le capacità 4 Cronologia\n\nDove si trova l'uranio arricchito\n\n### Lo stock noto e quello introvabile\n\nL'AIEA ha confermato con precisione solo la quota custodita a Isfahan. Il resto — circa la metà delle scorte pre-guerra — è disperso tra siti bombardati, gallerie sigillate e materiale di cui non si conosce il destino.\n\nStock totale stimato 440,9 kg\n\n**~200 kg** localizzati **~240 kg** non confermati\n\nI\n\nIsfahan — complesso di tunnel\n\n~200 kg\n\nSecondo il direttore AIEA Rafael Grossi, è qui che si trova \"principalmente\" l'uranio sopravvissuto ai raid. Custodito in gallerie sotterranee.\n\nN\n\nNatanz — due impianti di arricchimento\n\nQuota residua\n\nL'Iran disponeva qui di due impianti di arricchimento. Quantità precisa di materiale arricchito post-raid di giugno non confermata pubblicamente dall'agenzia.\n\n?\n\nSotto le macerie — dispersione incerta\n\n~240 kg\n\nLa differenza tra lo stock pre-raid e quanto localizzato dall'AIEA. Stato e accessibilità rimangono oggetto di valutazioni d'intelligence.\n\nI tre attori con tre richieste tra loro incompatibili\n\n### Cosa chiede ciascuna parte\n\nTocca ogni voce per leggere la posizione completa.\n\nIran\n\nL'uranio resta nel Paese\n\nLa richiesta\n\nLe scorte non lasciano il territorio iraniano. Diritto all'arricchimento deve essere riconosciuto.\n\nDirettiva della nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei. I vertici politici e militari ritengono che inviare il materiale all'estero renderebbe il Paese più vulnerabile a futuri attacchi. Teheran sostiene che parte dell'uranio al 20% serva a scopi medici e a un reattore di ricerca. Aperto solo a una \"diluizione sotto supervisione AIEA\".\n\nStati Uniti\n\nTrasferimento totale all'estero\n\nLa richiesta\n\nLo stock di uranio altamente arricchito deve uscire dall'Iran. Clausola esplicita in qualsiasi accordo di pace.\n\nTrump ha assicurato a Israele il trasferimento del materiale arricchito fuori dall'Iran, secondo i funzionari israeliani. Avverte che gli USA sono pronti a colpire di nuovo se l'Iran non firmerà un accordo a breve. Lascia però intendere che Washington potrebbe ancora attendere qualche giorno per \"ottenere le risposte giuste\".\n\nIsraele\n\nTre condizioni, nessun compromesso\n\nLa richiesta\n\nRimozione totale dell'uranio + stop al sostegno alle milizie + eliminazione delle capacità balistiche.\n\nNetanyahu non considererà conclusa la guerra finché non saranno soddisfatte tutte e tre le condizioni. Si tratta indubbiamente della posizione più rigida tra tutti gli attori in campo.\n\nIl quadro contestato\n\n### La ricostituzione militare iraniana procede più velocemente del previsto\n\nL'intelligence americana smentisce le valutazioni ottimistiche del CENTCOM. L'Iran ha già superato tutte le tempistiche previste per il ripristino delle sue scorte militari.\n\nLe due valutazioni a confronto\n\nVersione ufficiale\n\n90%\n\nBase industriale della difesa iraniana distrutta. \"L'Iran non potrà ricostituire la propria forza militare per anni.\"\n\nAmm. Cooper · CENTCOM\n\nVersione intelligence\n\nMesi\n\nNon anni. Il danno avrebbe rallentato la ricostituzione di pochi mesi, secondo le fonti della CNN. Russia e Cina hanno continuato a fornire componenti chiave.\n\n4 fonti USA · CNN\n\n\"Gli iraniani hanno **superato tutte le tempistiche** che la comunità d'intelligence aveva previsto per la ricostituzione delle sue scorte.\" — Funzionario americano, citato dalla CNN\n\nLo stato delle capacità iraniane\n\nLanciarazzi sopravvissuti\n\n2/3\n\nStima rivista al rialzo grazie al tempo passato dal cessate il fuoco\n\nTempo per pieno recupero della capacità di attacco con droni\n\n6 mesi\n\nProduzione già parzialmente riavviata durante la tregua in corso\n\nDifesa costiera e balistica\n\nSignificativa\n\nE' stata conservata una quota ancora rilevante di sistemi di difesa costiera, secondo le valutazioni più recenti\n\nLe tappe del conflitto\n\n### Dal raid al fragile cessate il fuoco.\n\nTocca un evento per leggerne i dettagli. L'ultima tappa è già aperta.\n\nGiugno 2025\n\nPrimi attacchi contro gli impianti nucleari iraniani\n\nUSA e Israele colpiscono i siti di arricchimento. Al momento dei raid, l'AIEA stima che vi erano 440,9 kg di uranio arricchito al 60% nelle scorte iraniane.\n\n28 Febbraio 2026\n\nApertura della nuova fase di guerra USA-Iran\n\nInizia la fase più accesa del conflitto. L'Iran risponde colpendo gli Stati del Golfo che ospitano basi militari americane. In Libano si riaccendono gli scontri tra Israele ed Hezbollah.\n\nMarzo 2026\n\nL'AIEA conferma la presenza di ~200 kg di uranio arricchito a Isfahan\n\nIl direttore Rafael Grossi indica che ciò che resta dell'uranio è \"principalmente\" custodito nel complesso di tunnel di Isfahan. Il destino del resto delle scorte non è confermato.\n\nInizio Aprile\n\nCessate il fuoco mediato dal Pakistan\n\nSei settimane di tregua, durante le quali l'Iran ha riavviato parte della produzione di droni. Resta attivo il blocco navale americano dei porti iraniani e il controllo iraniano dello Stretto di Hormuz.\n\nMaggio 2026\n\nKhamenei: l'uranio non lascia il nostro Paese\n\nLa nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei emette la direttiva che impedisce il trasferimento dell'uranio all'estero. I negoziati si arenano sul punto principale. Trump avverte di nuovo: pronti a colpire ancora.\n\nFonti Reuters · CNN · CBS · AIEA (Agenzia internazionale per l'energia atomica) · Testimonianza CENTCOM alla Commissione Forze Armate della Camera dei Rappresentanti. Dati al 21 maggio 2026.\n\n### **La diffidenza di Teheran**\n\nIl cessate il fuoco nella guerra cominciata il 28 febbraio resta fragile. Dopo i raid di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, Teheran ha risposto attaccando gli Stati del Golfo che ospitano basi militari americane, mentre in Libano si sono riaccesi gli scontri proprio tra Israele e Hezbollah. I negoziati, mediati dal Pakistan, restano intanto bloccati dal blocco navale americano dei porti iraniani e dal controllo esercitato da Teheran sullo Stretto di Hormuz, uno degli snodi cruciali per l'approvvigionamento globale di petrolio.\n\nA Teheran cresce sempre di più il sospetto che la pausa nelle ostilità sia piuttosto una manovra tattica di Washington: creare un senso di sicurezza, poi riprendere i raid. Il principale negoziatore iraniano, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Qalibaf, ha detto mercoledì che le \"mosse evidenti e nascoste del nemico\" indicano la preparazione di nuovi attacchi americani. Lo stesso giorno Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono pronti a colpire ancora se l'Iran non accetterà un accordo, pur lasciando intendere che Washington potrebbe attendere qualche giorno per \"ottenere le risposte giuste\".\n\nSecondo le fonti, le due parti hanno iniziato a ridurre alcune distanze, ma il punto più delicato resta proprio il programma nucleare: il destino delle scorte di uranio e la richiesta iraniana di vedersi riconosciuto il diritto all'arricchimento. Una delle fonti iraniane ha però indicato l'esistenza di \"formule praticabili\" per superare l'impasse: \"Ci sono soluzioni come diluire le scorte sotto la supervisione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica\".\n\nL'Aiea stima che, al momento degli attacchi contro gli impianti nucleari iraniani nel giugno 2025, l'Iran disponesse di 440,9 km di uranio arricchito al 60%. Non è chiaro quanto di questo materiale sia sopravvissuto alle ondate di attacchi contro i siti di arricchimento iraniani. Il direttore dell'Agenzia, Rafael Grossi, ha detto a marzo che ciò che resta è \"principalmente\" custodito in un complesso di tunnel nel sito nucleare di Isfahan, dove l'Aiea ritiene si trovino poco più di 200 kg. Altro materiale sarebbe a Natanz, dove l'Iran disponeva di due impianti di arricchimento.\n\n### **Droni, missili e controllo di Hormuz**\n\nA complicare il quadro c'è la valutazione dell'intelligence americana, secondo cui l'apparato militare iraniano si sta ricostituendo molto più rapidamente del previsto, secondo quanto hanno riferito quattro diverse fonti alla Cnn. Durante le sei settimane di cessate il fuoco iniziate a inizio aprile, l'Iran ha già riavviato parte della produzione di droni e alcune stime indicano che Teheran potrebbe recuperare pienamente la capacità di attacco con droni in appena sei mesi. \"Gli iraniani hanno superato tutte le tempistiche che la comunità d'intelligence aveva previsto per la ricostituzione delle proprie scorte\", ha detto un funzionario americano alla CNN.\n\nSecondo le fonti, hanno pesato due fattori: il sostegno di Russia e Cina e il fatto che i raid statunitensi e israeliani abbiano inflitto meno danni di quanto inizialmente ipotizzato. Pechino avrebbe continuato a fornire all'Iran componenti utilizzabili per costruire missili e droni anche durante il conflitto, sebbene i flussi sarebbero stati ridotti dal blocco navale americano. Netanyahu ha dichiarato la scorsa settimana alla CBS che la Cina fornisce a Teheran \"componenti per la produzione di missili\", senza però aggiungere ulteriore dettagli. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha respinto categoricamente l'accusa definendola \"priva di fondamento\".\n\nSta di fatto che le valutazioni più recenti indicano inoltre che l'Iran conserva una quota significativa delle sue capacità balistiche, di attacco con droni e di difesa costiera. Un recente rapporto ha alzato a due terzi la stima dei lanciatori missilistici sopravvissuti ai raid, anche grazie al tempo offerto dal cessate il fuoco per recuperare quelli rimasti sepolti durante i bombardamenti.\n\nIl quadro contrasta apertamente con la testimonianza del comandante del CENTCOM, l'ammiraglio Brad Cooper, che martedì, davanti alla Commissione Forze Armate della Camera dei Rappresentanti, ha dichiarato che l'operazione Epic Fury ha distrutto \"il 90% della base industriale della difesa\" iraniana e che \"l'Iran non potrà ricostituire la propria forza militare per anni\". Due fonti hanno detto alla CNN che l'intelligence non conferma per nulla questa lettura: secondo una di loro, il danno avrebbe rallentato la ricostituzione di pochi mesi, non di anni.\n\nResta intanto sempre più aperta la partita dello Stretto di Hormuz. Iran e Oman stanno discutendo un meccanismo permanente per garantire la sicurezza nella stretta via d'acqua, con Teheran che punta a istituzionalizzare il suo pedaggio sul transito delle navi commerciali. Secondo un inviato diplomatico iraniano, il sistema servirebbe a consolidare nel lungo periodo il ruolo di Iran e Oman come principali controllori dello Stretto, trasformando una leva temporanea nata dal conflitto in un diritto sovrano permanente.\n\nLa neonata Autorità iraniana degli Stretti del Golfo Persico ha già iniziato ad applicare regole condizionate e tariffe che in alcuni casi superano il milione di dollari per nave, con esenzioni selettive solo per Paesi amici come Russia e Cina, nonostante Washington consideri il pedaggio permanente un ostacolo non negoziabile a un accordo di pace duraturo. Trump ha persino avvertito le compagnie marittime internazionali che il pagamento delle tariffe iraniane potrebbe far scattare pesanti sanzioni economiche americane.",
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