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  "description": "Uno studio pubblicato su PNAS Nexus rileva che il 37% degli adulti ha interrotto almeno una relazione di amicizia a causa di divergenze politiche. I democratici sono i più propensi a tagliare i ponti.",
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  "publishedAt": "2026-05-11T13:00:47.000Z",
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  "textContent": "Negli Stati Uniti la polarizzazione politica non rende solo più tese le conversazioni: può anche costare relazioni personali. Il 37% degli americani dichiara di aver perso almeno un amico, un familiare, un collega o un partner romantico per divergenze politiche. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista scientifica _PNAS Nexus_ e firmato dagli psicologi Mertcan Güngör e Peter H. Ditto, dell'Università della California, Irvine.\n\nI ricercatori hanno analizzato 4 set di dati, per un totale di 3.791 partecipanti, integrandoli con quelli dell'_American National Election Studies_. Il campione più recente arriva da un sondaggio rappresentativo a livello nazionale condotto da _YouGov_ nell'aprile 2025 su mille cittadini adulti adulti. Tra chi ha vissuto una rottura di una relazione a causa della politica, il 62% ha perso un amico, il 40% un familiare, il 29% un collega e il 10% un partner romantico. Più della metà ha interrotto più di un tipo di relazione.\n\nLe amicizie risultano le più esposte a questo rischio: sono abbastanza strette perché la politica emerga nelle conversazioni, ma non hanno il cemento di figli, finanze condivise o legami di sangue che spesso tengono insieme coppie e familiari anche dopo un litigio per motivi politici.\n\n### **Democratici più propensi a chiudere i rapporti**\n\nI dati mostrano una netta asimmetria tra i due schieramenti. Nel sondaggio _YouGov_ , il 46% dei democratici dichiara di aver posto fine ad una relazione per motivi politici, contro il 29% dei repubblicani e il 39% degli indipendenti. La differenza resta significativa anche tenendo conto dell'intensità delle convinzioni politiche e delle variabili demografiche. I democratici risultano anche più inclini a prendere l'iniziativa della rottura.\n\nIn un secondo sondaggio, condotto su circa 950 cittadini adulti tramite la piattaforma _Prolific_ il giorno prima delle elezioni presidenziali del 2024, il 66% dei democratici che avevano vissuto una rottura di una relazione a causa di moitivi politici affermava di aver chiuso personalmente il rapporto, contro il 27% dei repubblicani. Entrambi gli schieramenti tendono comunque a descrivere la persona da cui si sono separati come collocata all'estremo dello spettro politico.\n\nIl fenomeno è esploso a partire dal 2016: il 96% di chi ha vissuto una rottura di una relazione colloca la più dolorosa nel 2016 o negli anni successivi, con picchi negli anni delle elezioni presidenziali. Dopo il voto del 2016, il 14% degli americani aveva dichiarato di aver posto fine ad una relazione a causa di quella campagna; un sondaggio condotto appena 5 mesi e mezzo dopo le elezioni del 2024 ha visto quella quota salire al 18%. I ricercatori parlano di una possibile accelerazione, pur invitando alla cautela perché i dati disponibili sono ancora limitati.\n\n### **Meno contatti, più ostilità**\n\nLe rotture di relazioni per motivi politici sembrano modificare anche il modo in cui chi le vive percepisce l'altra parte. Su una scala di simpatia da 0 a 100, chi ha interrotto una relazione valuta gli elettori avversari quasi 8 punti più freddamente rispetto a chi non lo ha mai fatto. L'ostilità è ancora più marcata tra chi ha preso l'iniziativa della rottura e colpisce più i semplici elettori dell'altro schieramento che i leader politici.\n\nChi rompe una relazione tende anche ad avere una percezione più distorta delle idee altrui: in un sondaggio del 2017, i democratici reduci da una rottura sovrastimavano di 12,6 punti percentuali la quota di repubblicani d'accordo con i suprematisti bianchi rispetto agli altri. I repubblicani che avevano chiuso un rapporto, a loro volta, sovrastimavano di 14,6 punti percentuali la quota di democratici convinti che la maggior parte dei bianchi americani fosse razzista.\n\nI due autori sospettano che il rapporto sia circolare: l'ostilità genera rotture, le rotture alimentano nuova ostilità. I ricercatori ipotizzano che tagliare i ponti con chi la pensa diversamente elimini anche una delle poche finestre sul ragionamento degli elettori dell’altra parte. Dopo la rottura, ciò può spingere ad affidarsi a rappresentazioni mediatiche più estremizzate per giustificare la propria scelta.\n\n\"Dato il ruolo dell'esposizione a opinioni opposte nel costruire la tolleranza politica, queste 'rotture per motivi politici' sono un segnale preoccupante per la salute di una democrazia\", scrivono i ricercatori. \"E data l'importanza delle relazioni per il benessere personale, rischiano di avere serie conseguenze anche sulla salute dei cittadini\".",
  "title": "Negli Stati Uniti la politica fa perdere gli amici",
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