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"description": "I governi di Riyadh e Kuwait City ritirano le restrizioni imposte dopo il primo tentativo americano di scortare le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz. Il Pentagono prevede la ripresa di operazione Project Freedom già da questa settimana.",
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"publishedAt": "2026-05-07T19:00:32.000Z",
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"La retromarcia di Trump sullo Stretto di Hormuz arriva dopo lo stop dell’Arabia SauditaNBC News rivela un retroscena: l’Arabia Saudita ha sospeso l’uso delle sue basi militari dopo l’annuncio a sorpresa di “Project Freedom”. Il presidente ha dovuto fare marcia indietro per ripristinare l’accesso allo spazio aereo saudita per i militari americani.Focus AmericaRedazione"
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"textContent": "Arabia Saudita e Kuwait hanno revocato le restrizioni imposte all'uso americano delle proprie basi militari e del proprio spazio aereo. Cade così l'ostacolo principale al piano di Donald Trump per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo riferisce il _Wall Street Journal_ , citando funzionari statunitensi e sauditi.\n\nLa decisione apre quindi la strada al riavvio di Project Freedom, l'operazione con cui la Marina americana punta a scortare le navi commerciali attraverso lo stretto sotto protezione aerea e navale. Le basi e i cieli sauditi e kuwaitiani sono, infatti, considerati indispensabili per il successo della missione, che richiede l'uso di una vasta flotta di aerei. Secondo funzionari del Pentagono, il riavvio dell'operazione potrebbe arrivare già questa settimana, dopo lo stop di 36 ore annunciato martedì sera.\n\nLa crisi delle 36 ore — FocusAmerica\n\nCrisi nel Golfo · Project Freedom\n\n# La crisi durata _36 ore_ :\nperché Trump ha frenato su Hormuz\n\nL'Arabia Saudita e il Kuwait hanno chiuso basi e cieli all'aviazione americana, costringendo il Pentagono a sospendere l'operazione di scorta navale. Riavvio possibile già questa settimana, dopo la riapertura ora annunciata.\n\nFonti: Wall Street Journal · NBC News Funzionari USA, sauditi e del Pentagono\n\nDurata della sospensione\n\n36 ore\n\nIl tempo in cui **Project Freedom** è rimasto fermo, dopo che i governo di Riyadh e Kuwait City hanno revocato l'accesso a basi e spazio aereo. La frattura più seria tra Washington e i partner del Golfo da anni.\n\nEsplora la crisi\n\n1 Sequenza 2 Forze in campo 3 Lo Stretto\n\nAnatomia della crisi\n\n### Quattro mosse, una rottura, una marcia indietro\n\nDalla partenza di Project Freedom alla riapertura dei cieli sauditi: tocca una tappa per i dettagli.\n\n1\n\nAtto I · L'avvio\n\nInizia l'operazione Project Freedom. Le navi USA scortano i mercantili nello Stretto di Hormuz\n\nL'operazione, annunciata a sorpresa dalla Casa Bianca, prevede l'uso di una ampia flotta aerea e navale americana per proteggere il traffico commerciale. Vengono fatte uscire dal Golfo Persico due navi battenti bandiera statunitense.\n\n2\n\nAtto II · La rappresaglia\n\nL'Iran lancia 15 missili e droni: colpita Fujairah negli Emirati\n\nPrima offensiva iraniana dal cessate il fuoco di inizio aprile. Missili cruise e droni anche contro unità navali USA e mercantili: gli americani affondano sei imbarcazioni veloci iraniane, ma alcune navi non statunitensi vengono colpite.\n\n3\n\nAtto III · La rottura\n\nRiyadh e Kuwait City chiudono basi e spazi aerei. Stop di 36 ore\n\nDopo che il generale Caine ha definito gli attacchi iraniani \"molestie di basso livello\", i Paesi del Golfo temono di essere lasciati esposti. Bin Salman comunica a Trump le nuove restrizioni; il presidente prova a farlo recedere, senza riuscirci. Sui social attribuisce la pausa al Pakistan.\n\n4\n\nAtto IV · Lo sblocco\n\nSeconda telefonata Trump-MBS. Cieli e basi tornano accessibili\n\nIl riavvio di Project Freedom è atteso già questa settimana. I mercantili seguiranno un corridoio ristretto, già bonificato dalle mine, scortati da cacciatorpediniere e velivoli americani.\n\nLo scontro nel Golfo\n\n### Cosa è successo sul campo durante l'operazione\n\nI numeri dei primi giorni di Project Freedom, prima e dopo la pausa imposta da Riyadh.\n\nStati Uniti\n\nProject Freedom\n\n2\n\nNavi battenti bandiera USA fatte uscire dal Golfo Persico\n\n6\n\nImbarcazioni veloci iraniane affondate dalle forze americane\n\nCorridoio bonificato\n\nRotta ristretta, libera dalle mine, scortata da cacciatorpediniere\n\nIran\n\nRappresaglia\n\n15\n\nMissili cruise lanciati contro gli Emirati Arabi Uniti, oltre a diversi droni\n\nFujairah attaccata\n\nUnico hub di esportazione petrolifera ancora operativo della monarchia\n\nMissili cruise + droni\n\nLanciati anche contro unità navali USA e mercantili: alcune navi non americane colpite\n\nIl punto di rottura\n\nLe offensive iraniane sono state liquidate come molestie di basso livello dal capo di Stato Maggiore USA. È quel giudizio, riferiscono i funzionari sauditi, ad aver convinto Riyadh che gli Stati Uniti non fossero pronti a proteggere il Golfo in caso di escalation.\n\n— Funzionari sauditi citati dal Wall Street Journal\n\nL'infrastruttura della missione\n\n### Perché senza Riyadh e Kuwait City l'operazione si ferma\n\nProject Freedom richiede una vasta flotta aerea: senza basi e cieli del Golfo, la copertura sopra lo Stretto è impossibile.\n\nIRAN EMIRATI ARABI UNITI OMAN GOLFO PERSICO GOLFO DI OMAN Bandar Abbas Qeshm Khasab Capo Musandam Stretto di Hormuz ~33 km nel punto più stretto Corridoio di scorta USA\n\nRotta delle navi sotto scorta in acque omanite\n\n~20%\n\nGreggio mondiale che transitava da Hormuz prima della guerra\n\nVasta\n\nFlotta aerea richiesta dall'operazione Project Freedom\n\n2\n\nTelefonate Trump-MBS per tentare di sbloccare la crisi\n\nSenza la copertura aerea garantita da basi e spazio aereo del Golfo, la scorta sopra lo Stretto è impossibile. È questa la **leva politica** che Riyadh e Kuwait hanno messo sul tavolo per costringere Washington a tenere conto dei loro timori.\n\nFonti Wall Street Journal, NBC News (citando funzionari USA, sauditi e del Pentagono). Stima del transito petrolifero da Hormuz: U.S. Energy Information Administration. Aggiornato al riavvio annunciato di Project Freedom.\n\n### **La frattura con Riyadh**\n\nLo scontro tra Washington e Riyadh ha aperto la più seria crisi diplomatica tra i due Paesi degli ultimi anni. Trump ha avuto una serie di telefonate ad alto livello con il principe ereditario Mohammed bin Salman e, per giorni, si è temuto che potesse saltare l'intesa di sicurezza che lega le due capitali da decenni. Secondo i funzionari sauditi citati dal quotidiano americano, i governi di Riyadh e Kuwait City avevano chiuso basi e cieli dopo che alti dirigenti dell'Amministrazione Trump avevano minimizzato gli attacchi iraniani nel Golfo Persico seguiti all'avvio dell'operazione. I Paesi del Golfo temevano, infatti, che gli Stati Uniti non fossero pronti a proteggerli in caso di escalation.\n\nAlla fine _Project Freedom_ è stata sospesa martedì sera, dopo un colloquio in cui bin Salman ha comunicato a Trump le proprie preoccupazioni e la decisione di imporre le restrizioni. Il presidente americano ha provato a far recedere il leader saudita, senza riuscirci. Sui social, Trump ha poi attribuito la pausa a una richiesta non meglio definita del Pakistan e di altri Paesi.\n\nL'accesso alle basi e allo spazio aereo saudita è stato però ripristinato dopo una seconda telefonata tra i due leader, riferiscono fonti di entrambi i governi. La notizia delle restrizioni imposte da Riyad era stata anticipata da _NBC News_ e riportata da noi già questa mattina. Alla ripresa dell'operazione, secondo funzionari del Pentagono coinvolti nella pianificazione, le navi commerciali, in coordinamento con gli Stati Uniti, seguiranno un corridoio ristretto, già bonificato dalle mine, sotto la scorta di cacciatorpediniere e velivoli americani, per attraversare indenni lo Stretto.\n\nLa retromarcia di Trump sullo Stretto di Hormuz arriva dopo lo stop dell’Arabia SauditaNBC News rivela un retroscena: l’Arabia Saudita ha sospeso l’uso delle sue basi militari dopo l’annuncio a sorpresa di “Project Freedom”. Il presidente ha dovuto fare marcia indietro per ripristinare l’accesso allo spazio aereo saudita per i militari americani.Focus AmericaRedazione\n\n### **La reazione dell'Iran**\n\nLa reazione di Teheran al primo avvio dell'operazione era stata immediata. L'Iran ha colpito gli Emirati Arabi Uniti con 15 missili e diversi droni, centrando Fujairah, l'unico hub di esportazione petrolifera ancora operativo della monarchia. Si è trattato delle prime offensive militari iraniane da quando, il mese scorso, è entrato in vigore il cessate il fuoco con gli Stati Uniti.\n\nL'operazione americana ha permesso di far uscire dal Golfo Persico due navi battenti bandiera statunitense, ma ha anche innescato uno scontro diretto: l'Iran ha lanciato missili cruise e droni contro unità navali americane e mercantili. Le forze statunitensi hanno intercettato i lanci e affondato sei imbarcazioni veloci iraniane. Teheran è però riuscita a colpire alcune navi non americane.\n\nL'allarme di Riyadh è cresciuto dopo che il capo di Stato Maggiore delle Forze Armate statunitensi, il generale Dan Caine, ha definito gli attacchi iraniani \"molestie di basso livello\". In seguito, Trump e il Segretario alla Difesa Pete Hegseth hanno continuato a sostenere che il cessate il fuoco regge. I Paesi del Golfo temono però che, a questo punto, Teheran possa trarne una conclusione opposta: poter colpire i loro territori senza pagarne davvero il prezzo. Anche questa preoccupazione ha contribuito alla retromarcia di oggi.",
"title": "Arabia Saudita e Kuwait fanno marcia indietro: Trump pronto a riavviare l'operazione Project Freedom",
"updatedAt": "2026-05-07T19:32:06.956Z"
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