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  "description": "Un'analisi del Washington Post su immagini satellitari rivela danni a 15 siti militari Usa in Medio Oriente. 228 obiettivi distrutti, oltre a 7 militari morti e 400 feriti dall'inizio della guerra il 28 febbraio.",
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  "publishedAt": "2026-05-07T16:00:08.000Z",
  "site": "https://focusamerica.it",
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  "textContent": "I missili e i droni iraniani hanno danneggiato o distrutto almeno 228 strutture e attrezzature in 15 basi militari statunitensi del Medio Oriente dall'inizio della guerra, il 28 febbraio scorso. Gli attacchi iraniani hanno colpito hangar, baracche militari, depositi di carburante, aerei, radar e sistemi di difesa aerea. Si tratta di un bilancio molto più grave di quello finora ammesso dalle autorità statunitensi. Lo rivela un'analisi del _Washington Post_ basata su immagini satellitari ad alta risoluzione, in gran parte diffuse dai media iraniani, ma verificate in modo indipendente.\n\nI giornalisti hanno esaminato oltre cento immagini satellitari diffuse dalle agenzie di stampa iraniane e ne hanno verificate 109 confrontandole con quelle del sistema satellitare europeo _Copernicus_ e di _Planet_ , una delle principali società commerciali del settore. Si tratta di una delle prime ricostruzioni complete dei danni subiti dalle forze americane nella regione. Nessuna delle immagini iraniane risulta manipolata.\n\nOggi acquisire immagini satellitari del Medio Oriente è particolarmente difficile. _Vantor_ e _Planet_ , due dei maggiori fornitori commerciali, hanno accettato la richiesta del governo statunitense, loro principale cliente, di limitare o sospendere a tempo indeterminato la diffusione di immagini della regione finché il conflitto è in corso. Le restrizioni sono scattate meno di due settimane dopo l'inizio della guerra.\n\nSecondo gli esperti consultati dal _Washington Post_ , l'entità dei danni mostra che l'esercito americano ha pesantemente sottovalutato le capacità di mira di Teheran e non ha protetto adeguatamente alcune basi dalla moderna guerra dei droni. \"Gli attacchi iraniani sono stati precisi. Non sono presenti crateri casuali che indichino mancati bersagli\", ha dichiarato al _Washington Post_ Mark Cancian, consigliere senior del _Center for Strategic and International Studies_ ed ex colonnello dei Marines. La precisione degli attacchi è coerente con quanto lo stesso quotidiano aveva già rivelato in precedenza: la Russia avrebbe fornito a Teheran informazioni di intelligence per colpire le forze americane.\n\nI danni alle basi USA — FocusAmerica\n\nGuerra USA-Iran · Bilancio dei danni\n\n# Le basi Usa _sotto tiro_ :\nl’inchiesta sui danni nascosti\n\nIl Washington Post ha analizzato 109 immagini satellitari verificate: mostrano attacchi mirati contro 15 basi americane in Medio Oriente e danni ben più estesi di quelli finora riconosciuti da Washington.\n\nInchiesta Washington Post · Immagini Copernicus + Planet Periodo: 28 febbraio - 8 aprile 2026\n\nStrutture danneggiate o distrutte\n\n228\n\nEdifici, hangar, depositi, radar, aerei e sistemi di difesa aerea\n\nBasi americane colpite\n\n15\n\nDistribuite in Bahrein, Kuwait, Qatar, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita\n\nOltre **la metà dei danni** si concentra in appena **4 basi** , presenti in Stati che avevano autorizzato le forze americane ad attaccare l'Iran dal proprio territorio\n\nEsplora il dossier\n\n1 Le basi 2 I bersagli 3 Le difese 4 Il metodo\n\nIl fronte più colpito\n\n### Oltre metà dei danni concentrata in 4 basi\n\nI danni si sono concentrati nel quartier generale della Quinta Flotta in Bahrein e in 3 basi militari americane in Kuwait. Da Bahrein e Kuwait erano partiti attacchi contro l’Iran, anche con sistemi HIMARS.\n\n4\n\nbasi colpite duramente\n\n>50%\n\ndei danni totali\n\n2\n\nPaesi coinvolti\n\n● Le 4 basi più colpite\n\n1\n\nQG Quinta Flotta BHR\n\nComando trasferito alla base di MacDill, in Florida\n\nEstesi\n\nDanno valutato Esteso · 10/10\n\n2\n\nBase aerea Ali al-Salem KWT\n\nHub aereo principale del Kuwait\n\nPesanti\n\nDanno valutato Pesante · 9/10\n\n3\n\nCamp Arifjan KWT\n\nQuartier generale regionale dell'esercito americano\n\nPesanti\n\nDanno valutato Pesante · 8/10\n\n4\n\nCamp Buehring KWT\n\nCentrale elettrica colpita dai missili iraniani\n\nPesanti\n\nDanno valutato Pesante · 7/10\n\n○ Altre basi colpite\n\n5\n\nAl-Udeid QAT\n\nSito di comunicazioni satellitari colpito\n\nSelettivi\n\nDanno valutato Selettivo · 4/10\n\n6\n\nPrince Sultan SAU\n\nAereo da comando E-3 Sentry distrutto\n\nMirati\n\nDanno valutato Mirato · 3/10\n\n7\n\nBasi in Giordania ed Emirati JOR · UAE\n\nRadar Thaad e depositi di carburante colpiti\n\nSelettivi\n\nDanno valutato Selettivo · 3/10\n\nDue funzionari del Pentagono indicano che le forze americane potrebbero non rientrare presto in modo significativo nelle basi della regione. Se confermata, la scelta **ridisegnerebbe la presenza militare Usa in Medio Oriente** costruita negli ultimi 30 anni.\n\nCosa è stato colpito\n\n### Bersagli ad alto valore strategico, scelti con precisione chirurgica\n\nL'Iran ha colpito infrastrutture critiche e sistemi di difesa avanzati. Secondo gli esperti, l'assenza di crateri casuali dimostra che gli attacchi non hanno mancato i bersagli.\n\n228\n\n**Strutture totali** colpite o distrutte\n\n15\n\n**Basi militari** coinvolte\n\n1\n\n**Aereo da comando E-3 Sentry** distrutto in Arabia Saudita\n\n5\n\n**Depositi di carburante** colpiti\n\nObiettivi strategici raggiunti\n\n**Sito comunicazioni satellitari**\n\nBase di al-Udeid, Qatar\n\n**Componenti del sistema antimissile Patriot**\n\nBahrein e Kuwait\n\n**Radar del sistema antimissile Thaad**\n\nGiordania ed Emirati Arabi Uniti\n\n**Centrale elettrica**\n\nCamp Buehring, Kuwait\n\n**Edifici residenziali** in più siti\n\n\"Per provocare vittime di massa\", secondo Contested Ground\n\n\"Gli attacchi iraniani sono stati precisi. **Non sono presenti crateri casuali** che indichino mancati bersagli\", afferma Mark Cancian, ex colonnello dei Marines e consigliere senior del CSIS.\n\nL'erosione delle scorte\n\n### In 6 settimane consumata circa metà delle scorte di missili intercettori\n\nLe stime del Center for Strategic and International Studies sul consumo di munizioni difensive tra il 28 febbraio e l'8 aprile rivelano un uso senza precedenti dei sistemi antimissile.\n\nIntercettori Thaadutilizzati\n\n53%\n\n**190** missili lanciati delle scorte pre-conflitto\n\nIntercettori Patriotutilizzati\n\n43%\n\n**1.060** missili lanciati delle scorte pre-conflitto\n\nI piani per distruggere rapidamente le forze missilistiche e i droni iraniani hanno sottovalutato quanto Teheran avesse già raccolto informazioni sulle infrastrutture americane da colpire.\n\n**Kelly Grieco** · Stimson Center\n\nCome è stata condotta l'inchiesta\n\n### L'inchiesta basata sulle immagini iraniane verificate poi in modo indipendente\n\nIn assenza di immagini satellitari commerciali, i giornalisti del Washington Post hanno utilizzato le immagini diffuse dalle agenzie stampa iraniane, sottoponendole a verifica incrociata.\n\n100+\n\nImmagini satellitari iraniane esaminate\n\n109\n\nImmagini verificate in modo indipendente\n\nI passaggi della verifica\n\n1\n\nRaccolta delle immagini iraniane\n\nOltre 100 immagini diffuse dalle agenzie di stampa di Teheran sono state esaminate dai reporter del Washington Post.\n\n2\n\nConfronto con le immagini Copernicus e Planet\n\nLe immagini sono state verificate incrociandole con il sistema satellitare europeo Copernicus e con la società commerciale americana Planet.\n\n3\n\nValidazione finale\n\n109 immagini risultano autentiche e non manipolate. Questo passaggio fornisce una delle prime ricostruzioni complete dei danni.\n\n**Perché immagini iraniane?** Vantor e Planet, su richiesta del governo statunitense — loro principale cliente — hanno limitato o sospeso a tempo indeterminato la diffusione di immagini commerciali dal Medio Oriente. La restrizione è scattata meno di 2 settimane dopo l'inizio della guerra.\n\nFonte Washington Post · Verifica immagini Copernicus, Planet · Stime CSIS, Stimson Center · Periodo analizzato: 28 febbraio - 8 aprile 2026.\n\n### **Le basi militari più colpite**\n\nPiù della metà dei danni si concentra in 4 basi: il quartier generale della Quinta Flotta in Bahrein e 3 siti militari in Kuwait, vale a dire la base aerea di Ali al-Salem, Camp Arifjan e Camp Buehring. Camp Arifjan ospita anche il quartier generale regionale dell'esercito americano. Un funzionario statunitense ha riferito al _Washington Post_ che le basi in Bahrein e in Kuwait sono state tra le più colpite probabilmente perché i due Paesi hanno autorizzato attacchi contro l'Iran dal proprio territorio, compreso l'uso dei sistemi lanciarazzo HIMARS, capaci di colpire bersagli a circa 500 km di distanza.\n\nI missili iraniani hanno raggiunto anche obiettivi di alto valore strategico come un sito di comunicazioni satellitari nella base di al-Udeid in Qatar, parti del sistema antimissile Patriot in Bahrein e Kuwait, una centrale elettrica a Camp Buehring, 5 depositi di carburante e radar del sistema antimissile Thaad in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti. Nella base di Prince Sultan, in Arabia Saudita, è stato inoltre distrutto un aereo da comando E-3 Sentry.\n\nWilliam Goodhind, ricercatore del progetto _Contested Ground_ che ha esaminato le immagini, ha dichiarato al _Washington Post_ che \"gli iraniani hanno colpito deliberatamente edifici residenziali in più siti con l'intenzione di provocare vittime di massa\".\n\nAnche il consumo di munizioni difensive è stato molto elevato. Secondo una stima del _Center for Strategic and International Studies_ , tra il 28 febbraio e l’8 aprile l’esercito americano ha lanciato almeno 190 missili intercettori Thaad e 1.060 missili intercettori Patriot, pari rispettivamente al 53% e al 43% delle scorte disponibili prima del conflitto. Kelly Grieco, ricercatrice dello _Stimson Center_ , sostiene che i piani per distruggere rapidamente le forze missilistiche e i droni iraniani abbiano sottovalutato quanto l’Iran avesse già raccolto informazioni sulle infrastrutture americane da colpire.\n\nUn funzionario americano ha descritto come \"estesi\" i danni subiti dal quartier generale della Quinta Flotta, il cui comando è stato trasferito temporaneamente alla base aerea di MacDill, in Florida. È improbabile che militari, contractor e personale civile tornino nella base in Bahrein nel breve periodo. Altri due funzionari del Pentagono hanno aggiunto che, a causa dei danni subiti, le forze americane potrebbero non tornare a breve in numero significativo nelle basi della regione: una prospettiva che, se confermata, ridisegnerebbe la presenza militare statunitense in Medio Oriente costruita negli ultimi 30 anni.",
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