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"description": "Il comandante del CENTCOM presenterà oggi al presidente i piani per rompere lo stallo negoziale, mentre il New York Times denuncia i limiti strutturali delle Forze Armate statunitensi emersi nella guerra. ",
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"publishedAt": "2026-04-30T14:30:57.000Z",
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"textContent": "Donald Trump riceverà oggi un briefing sulle opzioni per una nuova possibile azione militare contro l’Iran. Lo rivela _Axios_ , citando due fonti a conoscenza del dossier. A presentare i piani sarà l’ammiraglio Brad Cooper, comandante del CENTCOM: un segnale che il presidente sta valutando seriamente la possibilità di riprendere le operazioni di combattimento, per sbloccare i negoziati o assestare un colpo finale prima di chiudere il conflitto.\n\nSecondo tre fonti sentite da _Axios_ , il CENTCOM ha preparato piani per una nuova ondata di attacchi definita “breve e potente”, probabilmente diretta contro obiettivi infrastrutturali, per spingere Teheran a tornare al tavolo negoziale con maggiore flessibilità sul dossier nucleare. Un secondo piano prevede il controllo di una porzione dello Stretto di Hormuz e la sua riapertura al traffico commerciale: un’operazione che, secondo una fonte, potrebbe coinvolgere anche forze di terra e quindi essere molto più rischiosa. Una terza opzione, già discussa in passato, consiste in un ambizioso raid delle forze speciali per mettere in sicurezza le scorte iraniane di uranio altamente arricchito.\n\nTrump ha dichiarato ieri ad _Axios_ di considerare il blocco navale contro l’Iran “in qualche modo più efficace dei bombardamenti”. Due fonti riferiscono che il presidente considera oggi il blocco come la principale leva negoziale, pur restando pronto ad agire militarmente se Teheran non dovesse cedere. Al Pentagono si sta valutando anche il rischio di una rappresaglia iraniana contro le forze americane nella regione.\n\nCooper aveva già tenuto un briefing analogo con Trump il 26 febbraio, due giorni prima che Stati Uniti e Israele lanciassero la guerra contro l’Iran. Una fonte vicina al presidente ha riferito ad Axios che proprio quell’incontro contribuì alla decisione di entrare in guerra.\n\nLe opzioni militari di Trump contro l'Iran\n\nScenari di guerra\n\nLe nuove opzioni militari di Trump contro l'Iran\n\nIl briefing del CENTCOM e i limiti emersi nel conflitto · 30 aprile 2026\n\nOpzioni Paradosso Limiti Cronologia\n\n\"Il blocco navale è in qualche modo più efficace dei bombardamenti.\"\n\n— Donald Trump ad Axios, ieri\n\nTre nuovi piani sul tavolo del presidente\n\n1\n\nOndata di attacchi mirati\n\n\"Breve e potente\"\n\nAttacchi mirati **contro obiettivi infrastrutturali** per spingere Teheran a tornare al tavolo negoziale con maggiore flessibilità sul nucleare. Lo riferiscono ad Axios tre fonti a conoscenza dei piani preparati dal CENTCOM.\n\n2\n\nControllo dello Stretto di Hormuz\n\nPossibile uso di forze di terra\n\nPrendere il controllo di una **porzione dello Stretto** e riaprirlo al traffico commerciale. L'operazione potrebbe coinvolgere anche forze di terra.\n\n3\n\nRaid sulle strutture nucleari\n\nForze Speciali\n\nAmbiziosa operazione delle Forze Speciali per **mettere in sicurezza le scorte iraniane di uranio altamente arricchito** ancora in possesso dell'Iran. Opzione già discussa in passato all'interno dell'Amministrazione.\n\nChi presenterà i piani?\n\nAmm. B. Cooper\n\nComandante CENTCOM, conduce il briefing\n\nGen. D. Caine\n\nCapo Stato Maggiore delle Forze Armate, partecipante\n\nPrecedente\n\nCooper aveva tenuto un briefing analogo a Trump il **26 febbraio**. Due giorni dopo, Stati Uniti e Israele hanno lanciato la guerra contro l'Iran.\n\nLa sproporzione sulla carta\n\nStati Uniti\n\n~1.000 mld\n\n$ spesa difesa annua\n\nIran\n\n~10 mld\n\n$ stima difesa annua\n\nIl bilancio operativo\n\n13.000+\n\nObiettivi colpiti dagli Stati Uniti nelle prime 6 settimane di guerra\n\n13\n\nMilitari statunitensi uccisi, oltre 300 i feriti\n\n100x\n\nIl rapporto tra le spese militari di Stati Uniti e Iran\n\nHormuz chiuso\n\nLo Stretto è ancora sotto controllo iraniano\n\nSei settimane dopo l'inizio della guerra, **la nazione più debole si trova nella posizione negoziale più forte**.\n\nBoard editoriale, New York Times\n\nLe quattro priorità di riforma indicate dal New York Times\n\nTecnologie anti-drone\n\nSul modello Ucraina-Russia. A causa della loro mancanza, la Marina stanunitense non è riuscita a impedire la chiusura di Hormuz.\n\nArmi economiche prodotte in serie\n\nDroni d'attacco e navi senza equipaggio, mentre il Pentagono punta in futuro su sistemi più complessi.\n\nAmpliare capacità industriale\n\nDiversificare i fornitori oltre i Big Five attuali e puntare maggiormente su aziende tecnologiche.\n\nAlleanze internazionali da ricostruire\n\nTrump ha chiesto aiuto per riaprire Hormuz ai Paesi alleati che aveva emarginato all'inizio della guerra.\n\nIl collo di bottiglia\n\n1\n\nFabbrica produceva fino a poco fa **tutti** i missili Tomahawk\n\n5\n\nGrandi fornitori dominano il settore militar industriale statunitense\n\nPunti di tensione interna\n\nConflitto aperto tra il Segretario alla Difesa **Pete Hegseth** e il Segretario dell'Esercito **Daniel Driscoll**. Proposta di bilancio da **1.500 miliardi di dollari** giudicata dal New York Times come capace di amplificare le debolezze invece di correggerle.\n\nTocca un evento per i dettagli\n\n26 Feb 2026\n\nPrimo briefing dell'Ammiraglio Cooper a Trump\n\nUna fonte vicina al presidente ha riferito ad Axios che proprio quel briefing contribuì alla decisione di entrare in guerra.\n\n28 Feb 2026\n\nStati Uniti e Israele lanciano la guerra contro l'Iran\n\nInizio della campagna militare. Nelle prime 6 settimane gli Usa colpiscono oltre 13.000 obiettivi militari e industriali.\n\nMar 2026\n\nL'Iran prende il controllo dello Stretto di Hormuz\n\nMissili e droni iraniani continuano a minacciare gli alleati di Washington. Lo scontro appare meno sbilanciato del previsto, nonostante l'enorme differenza di mezzi a disposizione.\n\nMer (questa settimana)\n\nTrump ad Axios: \"Blocco navale più efficace dei bombardamenti\"\n\nDue fonti riferiscono che il presidente considera oggi il blocco come la principale leva negoziale, ma resta lo stesso pronto ad agire militarmente.\n\nGio (oggi)\n\nCooper presenta a Trump 3 nuove opzioni militari\n\nAl briefing parteciperà anche il generale Dan Caine, capo di Stato maggiore delle Forze Armate statunitensi. Al Pentagono si valuta anche l'ipotesi di rappresaglia iraniana contro le forze Usa nella regione.\n\nElaborazione FocusAmerica su fonti: Axios, New York Times (editorial board) · 30 aprile 2026\n\n### **Il New York Times: la superiorità americana non basta**\n\nLe nuove opzioni sul tavolo di Trump arrivano mentre il board editoriale del _New York Times_ ha pubblicato un’analisi che mette in discussione la tenuta strategica di Washington. Sulla carta, scrive il giornale, la guerra non avrebbe dovuto essere un confronto alla pari: gli Stati Uniti spendono circa 1.000 miliardi di dollari l’anno per la difesa, oltre cento volte la cifra iraniana, e nelle prime 6 settimane hanno colpito più di 13.000 obiettivi militari e industriali, subendo perdite contenute, 13 militari uccisi e oltre 300 feriti. Eppure lo scontro appare oggi meno sbilanciato.\n\nL’Iran ha preso il controllo di fatto dello Stretto di Hormuz, missili e droni continuano a minacciare gli alleati regionali di Washington e, mentre Trump intende a tutti i costi trovare una via d'uscita che gli salvi la faccia, la leadership iraniana resiste. Insomma, paradossalmente, la nazione più debole si trova nella posizione negoziale più forte.\n\nPer il _New York Times_ , la spiegazione sta nei limiti strutturali del modello militare statunitense. Gli Stati Uniti hanno speso centinaia di miliardi in navi e aerei progettati per battere flotte avversarie, ma poco efficaci contro armi economiche prodotte in serie come i droni iraniani. Anche l’industria della difesa, concentrata in cinque grandi appaltatori, fatica a rispondere alla domanda: una sola fabbrica produceva fino a poco tempo fa tutti i missili cruise Tomahawk, mentre anche gli intercettori Patriot scarseggiano cronicamente.\n\nDa qui le quattro priorità di riforma indicate dall’editoriale. La prima è dotarsi di tecnologie anti-drone economiche e producibili su larga scala, sul modello sviluppato dall’Ucraina contro la Russia: una carenza che la Marina statunitense ha pagato non riuscendo a impedire la chiusura di Hormuz. La seconda è avviare la produzione di massa di armi economiche e sacrificabili, come droni d’attacco e navi senza equipaggio, mentre il Pentagono continua a puntare su sistemi molto più complessi. La terza è ampliare la capacità industriale, diversificando i fornitori e coinvolgendo aziende tecnologiche più dinamiche. La quarta, infine, è riprendere la collaborazione con le democrazie industrializzate: le richieste di aiuto rivolte da Trump, per riaprire lo Stretto di Hormuz, agli stessi alleati emarginati all’inizio della guerra dimostrano, scrive il giornale, che Washington non può agire da sola.\n\n### **Le riforme mancate e il rischio strategico**\n\nIl quadro non è però del tutto negativo. Il _New York Times_ riconosce all’Amministrazione alcuni passi positivi, come la pressione sui grandi fornitori delle Forze Armate per aumentare la produzione di missili e le azioni del Segretario dell’Esercito Daniel Driscoll per cancellare programmi ormai obsoleti. Ma il bilancio resta segnato da scelte controverse: la commessa per la costruzione di una nuova flotta di corazzate “classe Trump”, giudicate vulnerabili agli attacchi aerei; i licenziamenti voluti dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth, oggi in aperto conflitto con lo stesso Driscoll; e una proposta di budget _monstre_ da 1.500 miliardi di dollari che, secondo il quotidiano newyorkese, rischia di amplificare le debolezze invece di correggerle.\n\nLa guerra in Iran, avverte l’editoriale, rischia così di trasformarsi in una mappa operativa per Paesi come Russia e Corea del Nord, interessati a capire come resistere alla forza militare di Washington. Per la Cina, invece, conferma la validità della scommessa su droni, cyber e capacità spaziali come nuovi terreni decisivi dello scontro.",
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