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  "description": "Depositate presso la Banca Centrale le prime somme riscosse dalle navi in transito. Il direttore dell'Agenzia Internazionale dell'Energia: \"È la più grave crisi energetica della storia\". Persi 13 milioni di barili al giorno.",
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  "publishedAt": "2026-04-24T10:00:49.000Z",
  "site": "https://focusamerica.it",
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  "textContent": "Teheran ha incassato i primi proventi dei pedaggi imposti alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Le somme sono state depositate presso la Banca Centrale iraniana. A confermarlo è stato Alireza Salimi, deputato conservatore del Parlamento, in un’intervista all’agenzia semiufficiale _Tasnim_. \"L’importo riscosso da ciascuna nave dipende dal carico e dal livello di rischio che comporta\", ha dichiarato Salimi. \"È l’Iran a stabilire quanto si paga e in che modo si paga: siamo noi a dettare le regole\", ha rivendicato.\n\nAncora più duro è stato il vicepresidente del parlamento, Hamidreza Hajibabaei, durante un intervento pubblico nella città di Kuhdasht che è stato riportato da ABC News. \"Lo Stretto è sotto il nostro controllo\", ha detto. \"Se gli Stati Uniti continueranno su questa strada, nessuna nave passerà più da Hormuz. Non siamo impegnati in trattative: stiamo dettando condizioni\".\n\nLo Stretto di Hormuz è una delle arterie più importanti del commercio energetico mondiale. Prima della guerra vi transitavano ogni giorno 20 milioni di barili di petrolio e prodotti petroliferi, pari a circa il 20% della fornitura globale di greggio. Oggi questa via d’acqua si trova in una condizione inedita, definita di \"doppio blocco\": né l’Iran né gli Stati Uniti consentono il transito alle navi per diversi motivi. Washington ha chiuso i porti iraniani, mentre Teheran ha risposto bloccando il passaggio nello Stretto in reazione all’operazione militare statunitense e israeliana Epic Fury e, più di recente, al fallimento della tregua tra Israele e Libano. Così il prezzo del barile ha già superato i 100 dollari in più occasioni.\n\nHormuz, il doppio blocco che soffoca l'energia mondiale\n\nCrisi energetica\n\nHormuz, il doppio blocco che soffoca l'energia mondiale\n\nPedaggi iraniani, navi sequestrate e il collasso del jet fuel in Europa · Aprile 2026\n\nUno Stretto, due blocchi\n\nNé Washington né Teheran lasciano passare le navi.\nLo Stretto è paralizzato.\n\n13 MILIONI  BARILI PERSI AL GIORNO La più grave minaccia alla sicurezza energetica della storia.  Fatih Birol, direttore Agenzia Intl. Energia  14 12 AKTI A IMO 9876543\n\n20%\n\ndel greggio mondiale passava da qui\n\n100$+\n\nprezzo del barile superato più volte\n\n0%\n\njet fuel Europa da raffinerie mediorientali\n\nImpatto  Pedaggi  Navi  Cronologia\n\nLa più grave minaccia alla sicurezza energetica della storia. — Fatih Birol, direttore dell'Agenzia Internazionale dell'Energia\n\n13 mln\n\nBarili al giorno persi dall'inizio della crisi\n\n20%\n\nQuota mondiale di greggio che transitava da Hormuz\n\nJet fuel europeo: il collasso\n\nQuota di jet fuel europeo proveniente dalle raffinerie mediorientali\n\nPrima della crisi ~75%\n\nOggi ~0%\n\nLe contromisure\n\n400 mln\n\nBarili rilasciati dalle scorte strategiche a marzo\n\n100$+\n\nPrezzo del barile superato più volte\n\nRiduzione del traffico aereo\n\nScenario allo studio in Europa se le importazioni alternative da USA e Nigeria non aumenteranno\n\nIl sistema dei pedaggi iraniani\n\n1 $\n\nAl barile trasportato, pagabile in criptovaluta (secondo media occidentali)\n\n8 ore\n\nDurata massima delle \"finestre\" di transito che Teheran apre e chiude a piacimento\n\nÈ l'Iran a stabilire quanto si paga e in che modo si paga: siamo noi a dettare le regole.\n\n— Alireza Salimi, deputato conservatore iraniano, all'agenzia Tasnim\n\nLo Stretto è sotto il nostro controllo. Se gli Stati Uniti continueranno su questa strada, nessuna nave passerà più da Hormuz.\n\n— Hamidreza Hajibabaei, vicepresidente del Parlamento iraniano (citato da ABC News)\n\nChi passa e chi no\n\nPaesi amici\n\nPakistan, Cina e Oman: trattamento più morbido\n\nLegami con Israele\n\nMSC tenta il passaggio clandestino a transponder spento\n\nLe navi sotto i riflettori\n\nAkti A · Maersk (Danimarca)\n\nPrima nave a passare. 300 mila barili di diesel per il trader Vitol\n\nPassata\n\nFlotta CMA CGM (Francia)\n\nTornata indietro dopo che una nave è stata colpita da un ordigno\n\nRespinta\n\nDhalkut · Trafigura (Oman)\n\nUnica su 10 navi bloccate. Partita il 2 aprile in convoglio lungo le coste omanite\n\nPassata\n\n3 navi Mercuria\n\nRiportate in salvo. L'a.d. Dunand non ha spiegato in che modo\n\nPassata\n\nMSC Francesca · MSC Epaminondas\n\nSequestrate il 22 aprile dai Guardiani della Rivoluzione per transito \"non autorizzato\"\n\nSequestrate\n\nTocca un evento per i dettagli\n\n28 feb\n\nInizio della guerra. L'Iran chiude lo Stretto\n\nUSA e Israele lanciano le operazioni Epic Fury e Ruggito del Leone. Teheran risponde con l'operazione Vera Promessa 4, attaccando le installazioni dei Paesi del Golfo e chiudendo Hormuz. Entro il 2 marzo il traffico navale cessa totalmente.\n\n9 mar\n\nTrump punta al controllo militare dello Stretto\n\nIl presidente dichiara l'intenzione di porre Hormuz sotto controllo dell'esercito statunitense. Nel frattempo l'AIE autorizza il rilascio di 400 milioni di barili dalle scorte strategiche.\n\n8 apr\n\nCessate il fuoco bilaterale di 14 giorni\n\nTrump annuncia su Truth un cessate il fuoco tra USA e Iran, subordinato alla riapertura dello Stretto. L'accordo prevede un sistema di pedaggi gestito congiuntamente da Oman e Iran.\n\n10-12 apr\n\nPrimo round negoziale fallito a Islamabad\n\nIl vicepresidente USA J.D. Vance incontra il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf in Pakistan. Il feldmaresciallo Asim Munir media con il premier Sharif. Trump parla di \"vittoria\", gli analisti restano scettici.\n\n13 apr\n\nBlocco navale USA contro i porti iraniani\n\nDopo lo stallo dei primi colloqui, la Marina statunitense applica un blocco selettivo sullo Stretto e tenta operazioni di bonifica dalle mine. Nasce il \"doppio blocco\".\n\n17 apr\n\nAraghchi annuncia la riapertura di Hormuz\n\nIl Ministro degli Esteri iraniano dichiara lo Stretto \"completamente aperto\" su X, legandolo al cessate il fuoco in Libano. Trump ringrazia, ma mantiene il blocco USA. La Celestyal Discovery è la prima nave da crociera a transitare dopo 47 giorni di stop.\n\n18 apr\n\nNavi colpite nello Stretto. Teheran minaccia\n\nAlmeno due mercantili riportano colpi d'arma da fuoco. Il presidente del Parlamento Ghalibaf: \"Con il proseguimento del blocco, lo Stretto non rimarrà aperto\". Il Consiglio Supremo iraniano rivendica il controllo del canale \"fino alla fine della guerra\".\n\n19 apr\n\nUSA colpiscono nave iraniana nel Mar d'Oman\n\nL'Ambasciata iraniana all'ONU accusa Washington di \"condotta che presenta i tratti distintivi della pirateria\". Cartelloni compaiono a Teheran con la scritta \"Hormuz, per sempre nelle mani dell'Iran\".\n\n22 apr\n\nSequestrate le navi MSC Francesca ed Epaminondas\n\nLa Marina dei Pasdaran apre il fuoco su 3 navi MSC e ne sequestra 2, accusandole di transito non autorizzato. La Casa Bianca (Leavitt): \"Non sono navi USA né israeliane, è pirateria\".\n\nElaborazione FocusAmerica su fonti: Financial Times, CNBC (Converge Live, Singapore), ABC News, Tasnim · Aggiornato al 23 aprile 2026\n\n### **\"La più grave minaccia alla sicurezza energetica della storia\"**\n\nA descrivere il quadro energetico nei termini più duri è stato il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, Fatih Birol, intervenuto su _CNBC_ durante il forum _Converge Live_ di Singapore. \"Stiamo affrontando la più grave minaccia alla sicurezza energetica della storia\", ha detto senza mezzi termini. \"A oggi abbiamo perso 13 milioni di barili di petrolio al giorno e si registrano gravi interruzioni nelle forniture di materie prime vitali\".\n\nL’allarme più immediato riguarda l’Europa, che rischia di restare senza carburante per aerei nel giro di poche settimane. \"L’Europa riceveva circa il 75% del jet fuel dalle raffinerie mediorientali, ora siamo sostanzialmente a zero\", ha spiegato Birol. Il continente sta cercando di rifornirsi da Stati Uniti e Nigeria, ma se le importazioni alternative non aumenteranno rapidamente potrebbe rendersi necessario ridurre il traffico aereo. L’Agenzia ha già autorizzato a marzo il rilascio di 400 milioni di barili dalle scorte strategiche e sta valutando una seconda tranche. Ma lo stesso Birol la considera solo un palliativo: \"La cura è riaprire lo Stretto di Hormuz. Stiamo guadagnando tempo, niente di più\".\n\nLa nuova stretta iraniana è arrivata all’indomani della decisione di Donald Trump di estendere il cessate il fuoco con Teheran, scaduto mercoledì 22 aprile. Il presidente statunitense ha motivato la proroga dopo una richiesta arrivata dal capo dell’esercito pakistano, il maresciallo Asim Munir, e dal primo ministro Shehbaz Sharif, sostenendo che \"il governo iraniano è seriamente spaccato\" e che Islamabad ha chiesto di sospendere l’attacco in attesa di una proposta unitaria da Teheran. Trump ha anche ordinato alle Forze Armate di mantenere il blocco navale.\n\n### **Le poche navi che sono riuscite a passare**\n\nMentre la diplomazia resta ferma, il _Financial Times_ ha ricostruito in che modo alcune imbarcazioni siano riuscite comunque ad attraversare lo Stretto sfruttando brevi \"finestre\" che si aprono e si chiudono nell’arco di poche ore. Il transito dura fino a otto ore e, in quell’intervallo, la situazione politica può cambiare radicalmente. La sera del 17 aprile Teheran ha annunciato la riapertura del canale, chiuso da fine febbraio, dopo l’intesa tra Israele e Libano. Il mattino successivo lo Stretto era di nuovo bloccato, ma nel frattempo alcune navi erano riuscite a passare.\n\nLa prima è stata la _Akti A_ della danese Maersk, con 300 mila barili di diesel per il trader _Vitol_. Altre imbarcazioni della compagnia francese _CMA CGM_ hanno tentato il passaggio, ma sono tornate indietro dopo che una di loro è stata colpita da un ordigno. Il trader _Trafigura_ è riuscito a far uscire una sola nave sulle dieci bloccate nel Golfo Persico: il tanker omanita _Dhalkut_ , partito il 2 aprile in un convoglio lungo le coste dell’Oman. Mercuria ha riportato in salvo tre navi, ma il suo amministratore delegato Marco Dunand si è rifiutato di spiegare in che modo.\n\nSecondo il _Financial Times_ , l’Iran sta riservando un trattamento più morbido alle navi legate ai Paesi amici, tra cui Pakistan, Cina e Oman. Le compagnie considerate più esposte, come _MSC Group_ per i suoi legami commerciali con Israele, tentano invece il passaggio clandestino spegnendo i transponder GPS. Nel fine settimana del 18 e 19 aprile sei navi _MSC_ hanno attraversato lo Stretto con i sistemi di localizzazione disattivati. Il 22 aprile la marina dei Guardiani della Rivoluzione Islamica ha sequestrato le navi _MSC Francesca_ ed _Epaminondas_ , riconducibili al gruppo, accusandole di aver transitato \"senza la dovuta autorizzazione e manipolando i sistemi di navigazione\". _MSC_ ha rifiutato di commentare.\n\nI media occidentali hanno riferito più volte che Teheran chiederebbe un dollaro per ogni barile di petrolio trasportato, pagabile in criptovaluta. I trader Trafigura, Mercuria e Vitol negano però di aver versato pedaggi, perché un pagamento di questo tipo violerebbe le sanzioni statunitensi.",
  "title": "L'Iran incassa i primi pedaggi sullo Stretto di Hormuz: \"Controlliamo noi il passaggio, non negoziamo\"",
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