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  "description": "Il Brent è salito brevemente oltre i 110 dollari, prima di scendere, il massimo dal giugno 2022. Riunione d'emergenza dei Ministri delle Finanze del G7 per un rilascio coordinato delle scorte. Il 62% degli americani boccia la gestione dell'emergenza da parte del presidente.",
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  "publishedAt": "2026-03-09T08:00:23.000Z",
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    "_Financial Times_",
    "pic.twitter.com/1dJA4acoat",
    "March 9, 2026",
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  "textContent": "Il prezzo del petrolio ha superato brevemente la soglia dei 110 dollari al barile per la prima volta dal giugno 2022, spinto dal conflitto in Iran e dal conseguente blocco quasi totale dello Stretto di Hormuz, l’arteria attraverso cui transita circa il 20% delle forniture globali di greggio. Nelle prime ore di questa mattina il _Brent_ ha toccato un picco 119,50 dollari al barile (+29%), mentre il _West Texas Intermediate (WTI)_ è salito fino ad un massimo di 119,48 dollari (+31%). Si tratta di un’impennata senza precedenti negli ultimi anni: prima dell’operazione militare USA-Israele contro l’Iran, avviata il 28 febbraio, entrambi i benchmark quotavano meno di 70 dollari al barile.\n\nLa risposta internazionale non si è fatta attendere a questa crisi che peggiora ogni ora che passa. I Ministri delle Finanze del G7 hanno convocato una riunione d'emergenza per oggi per discutere un possibile rilascio congiunto di petrolio dalle riserve strategiche, coordinato dall'_International Energy Agency_ (IEA), come riportato dal _Financial Times_. La notizia ha avuto un effetto immediato sui mercati, con il _Brent_ che è ridisceso intorno ai 106 dollari ed il _WTI_ attorno ai 101. Secondo fonti citate dal quotidiano britannico, tre Paesi del G7, tra cui anche gli Stati Uniti, avrebbero già espresso sostegno all'iniziativa e alcuni funzionari americani ritengono adeguato un rilascio compreso tra 300 e 400 milioni di barili, pari al 25-30% degli 1,2 miliardi complessivi delle riserve.\n\nLe riserve strategiche petrolifere furono istituite nel 1974 con la creazione dell'IEA, dopo lo shock petrolifero degli Anni Settanta. I 32 Paesi membri dispongono oggi di oltre 1,24 miliardi di barili di scorte pubbliche, a cui si aggiungono circa 600 milioni di barili di scorte industriali — un volume sufficiente a coprire quasi un mese di domanda totale e oltre 140 giorni di importazioni nette. Stati Uniti e Giappone da soli detengono circa 700 milioni di barili. Nella storia dell'agenzia ci sono stati cinque rilasci collettivi, gli ultimi due nel 2022 per contenere l'impennata dei prezzi seguita al lancio dell'invasione russa dell'Ucraina.\n\nCrisi petrolifera – I numeri chiave\n\n# **Crisi petrolifera: i numeri dello shock energetico**\n\nDati aggiornati al 9 marzo 2026\n\nPrima del conflitto (28 febbraio): **< 70 $/barile**\n\nBrent · picco\n\n119,50\n\ndollari / barile\n\n+29%\n\nWTI · picco\n\n119,48\n\ndollari / barile\n\n+31%\n\nDopo la notizia della riunione d'emergenza G7\n\nBrent ~106 dollari / barile\n\nWTI ~101 dollari / barile\n\nInterruzioni nella regione\n\nForniture globali bloccate\n\n20%\n\nProduzione mondiale dal M.O.\n\n~⅓\n\nPerdita stimata (JPMorgan)\n\n4 mln b/g\n\n9 giorni\n\ndi blocco dello Stretto di Hormuz, oltre il doppio del record della crisi di Suez (1956)\n\n1 mln b/g\n\ncapacità del giacimento di Shaybah (Arabia Saudita), obiettivo di attacchi con droni\n\nKuwait · EAU · Iraq · Arabia Saudita · Bahrein\n\nPaesi produttori con tagli alla produzione o danni alle infrastrutture\n\nRiserve strategiche disponibili\n\nScorte pubbliche IEA (32 paesi) 1,24 mld barili\n\nRiserve cinesi (stima analisti) 1,1–1,4 mld barili\n\nScorte industriali IEA ~600 mln barili\n\nRilascio ipotizzato dal G7: 300–400 mln di barili (25-30% delle scorte IEA).\nUSA e Giappone detengono ~700 mln barili del totale IEA.\n\nL'impatto politico negli USA\n\nGestione dell'inflazione da parte di Trump — sondaggio NBC News\n\n62%\n\n36%\n\nDisapprova (55% un anno fa)\n\nApprova\n\nPrima\n\n$2,98\n\nal gallone\n\n→\n\n9 marzo\n\n$3,45\n\nal gallone\n\nFonti: Bloomberg · Financial Times · JPMorgan · Rapidan Energy Group · NBC News · AAA\nElaborazione editoriale · 9 marzo 2026\n\n### **La crisi dello Stretto di Hormuz**\n\nIl conflitto ha ormai interrotto il 20% delle forniture petrolifere globali per 9 giorni consecutivi: secondo il _Rapidan Energy Group_ si tratta di un dato più che doppio rispetto al precedente record, stabilito durante la crisi di Suez del 1956-57. Il blocco dello Stretto sta costringendo i Paesi produttori della regione a tagliare la produzione. Kuwait ed Emirati Arabi Uniti hanno già ridotto l'estrazione per l'esaurimento della capacità di stoccaggio, e l'Iraq ha seguito la stessa strada la scorsa settimana. Gli analisti di _JPMorgan_ stimano che le interruzioni potrebbero superare i 4 milioni di barili al giorno entro la fine della prossima settimana, in una regione che rappresenta circa un terzo della produzione mondiale.\n\nOltre al blocco del transito marittimo, le infrastrutture energetiche regionali sono sotto attacco diretto. Nel fine settimana l'Arabia Saudita ha intercettato droni diretti al giacimento di Shaybah, che ha una capacità di circa un milione di barili al giorno, dopo essere stata già costretta a chiudere la raffineria di Ras Tanura — la più grande del paese — e a dirottare le esportazioni verso i porti sul Mar Rosso. In Bahrein, un vasto incendio ha colpito la raffineria di Al Maamir, di proprietà della _Bahrain Petroleum Company_ (_Bapco_), che ha dichiarato lo stato di forza maggiore e interrotto le forniture, attribuendo l'evento a un attacco di droni iraniani.\n\n> Large fire seen burning this morning at the primary refinery for the Bahrain Petroleum Company (BAPCO) near the capital Manama, following a combined drone and missile attack earlier by Iran against Bahrain. pic.twitter.com/1dJA4acoat\n>\n> — OSINTdefender (@sentdefender) March 9, 2026\n\nL'impennata dei prezzi energetici ha iniziato a propagarsi nell'economia mondiale, facendo crescere il rischio di una nuova spirale inflazionistica. Cina, India, Corea del Sud, Giappone, Germania, Italia e Spagna — tra i maggiori importatori di greggio al mondo — sono i Paesi più esposti. Pechino ha ordinato alle sue principali raffinerie di sospendere temporaneamente le esportazioni di benzina e gasolio, e dispone peraltro di vaste riserve proprie, accumulate nell'ultimo anno, che gli analisti stimano tra 1,1 e 1,4 miliardi di barili. La Corea del Sud sta invece valutando l'introduzione di un tetto al prezzo del carburante per la prima volta in trent'anni.\n\n### **Le difficoltà politiche per Trump**\n\nLo shock energetico si sta trasformando anche in un problema politico interno per il presidente Trump. Negli Stati Uniti il prezzo medio della benzina è salito a 3,45 dollari al gallone dai 2,98 della settimana precedente, il livello più alto dall'agosto 2024. Un sondaggio _NBC News_ pubblicato nel fine settimana indica che il 62% degli elettori disapprova la gestione dell'inflazione e del costo della vita da parte del presidente, in aumento rispetto al 55% di un anno fa e ben al di sopra del 36% che la approva.\n\nLa retorica del \"disagio temporaneo\" non è nuova per questa Amministrazione. Trump aveva usato lo stesso argomento per i dazi, sostenendo che avrebbero reso più ricca l'America al prezzo di qualche difficoltà passeggera. Ma il precedente dell'era Biden incombe: anche allora si parlò di aumenti \"transitori\", salvo poi vedere l'inflazione toccare il 9% nel giugno 2022, il livello più alto in 4 decenni. Gli elettori finirono per considerare Biden inefficace sulla questione, un fattore che contribuì in maniera decisiva alla vittoria di Trump alle elezioni del novembre 2024. Oggi il rischio è che lo stesso schema si ripeta a parti invertite.\n\nNonostante le rassicurazioni della Casa Bianca — Trump ha scritto su _Truth Social_ che il rincaro è \"un prezzo molto basso\" da pagare per eliminare la minaccia nucleare iraniana, e Wright ha parlato di difficoltà destinate a rientrare \"nel giro di settimane, non di mesi\" — gli analisti continuano a tracciare uno scenario più cupo. _Eurasia Group_ avverte che i prezzi di petrolio e gas naturale liquefatto continueranno a salire finché non saranno ripristinate le spedizioni attraverso lo Stretto.\n\nWarren Patterson, responsabile della strategia sulle materie prime di _ING_ , osserva che il mercato sta abbandonando la speranza di un'interruzione breve per fare i conti con una crisi potenzialmente prolungata. Secondo _Barclays_ , se la situazione dovesse persistere per altre due settimane il Brent potrebbe toccare stabilmente i 120 dollari al barile — un capovolgimento rispetto a un mercato che all'inizio dell'anno appariva ben rifornito e orientato al ribasso.\n\nAnche tra i repubblicani, alcuni ammettono apertamente che la tolleranza dei consumatori americani ha un limite. Il deputato Darrell Issa (repubblicano della California) ha dichiarato che se entro tre settimane non ci sarà ragionevole certezza sulla ripresa dei flussi petroliferi, la preoccupazione diventerà concreta. La decisione di valutare il ricorso alle riserve strategiche segna un'inversione di rotta rispetto alla scorsa settimana, quando l'Amministrazione aveva escluso questa eventualità. Tra i democratici, il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer, aveva già chiesto al presidente di procedere al rilascio, un'opzione che i repubblicani avevano a lungo criticato quando fu adottata dall'Amministrazione Biden nel 2022 per rispondere all'emergenza Ucraina.",
  "title": "Petrolio oltre i 100 dollari, il G7 valuta il rilascio delle riserve strategiche",
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